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«sono bastardi, ma non li sto criticando»

27 ago 2009

Per capire a quale punto di profondità è arrivato lo scavo delle trincee dell’, vale la pena di leggere uno dei commenti all’articolo che, sul Corriere, riferisce della morte del ragazzo di , nel Nisseno:

Premetto che la gente del meridione,più che da noi, è degna di stima per molte cose; eccezion fatta per i mascalzoni che non mancano pure da noi. E’ un discorso, quello sollevato dall’articolo, che purtroppo – lo stiamo commentando da giorni in famiglia - dipende da scarsa organizzazione e da una mentalità diverse dalle nostre.

Noi abbiamo sempre fatto del lavoro l’elemento base, da cui trarre tutto ciò che è indispensabile e utile per la vita, per migliorare la nostra posizione, per crescere dal punto di vista economico e sociale.
Non è ancora così nel meridione, dove è privilegiato il vivere – possibilmente bene – mentre il lavoro è un corollario.
Mia figlia e mio genero, medici, hanno sempre frazionato le loro ferie, come del resto gli altri medici, per assicurare una continuità di presenza in , anche con un carico superiore di reperibilità. Giuste le ferie, ma giustissima una organizzazione disciplinata, anche a scapito di pause di riposo.
La professione, laggiù, è vista come uno status sociale più che un servizio e un lavoro.

Scusate: la mia è una considerazione generale, non intende criticare qualcosa o qualcuno in particolare.

La conclusione è veramente splendida.
Ha appena finito di dire che i meridionali sono dei cazzari incapaci, incompetenti e lavativi, mica come lui, la figlia e il genero; ma intendeva parlare solo in termini generali. Non farebbe mai polemica, ci mancherebbe altro.

Un capolavoro.

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questo post appartiene alla categoria: «cose che hanno un perché»

~ by federicasgaggio on 27, agosto, 2009.

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