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un piccolo nesso fra la sovranità e l’aborto

08 gen 2010

Non so capacitarmi di come si possa onestamente sostenere che il problema sia un eccesso di , come se la questione stesse nel fatto che mentre i bastardi immigrati, clandestini e non, ci facevano la pipì in faccia (perché è questo, no?, quel che fanno i bastardi immigrati; mica altro, vero?) noi avessimo detto «ma sì, prego, continuate pure».

L’illuminato Panebianco ci soccorre: «Che cosa è infatti il reato di clandestinità? Nient’altro che la rivendicazione da parte di uno Stato del suo diritto sovrano al pieno controllo del territorio e dei suoi confini, della sua prerogativa a decidere chi può starci legalmente sopra e chi no».

Siamo stati troppo buoni con questi negri di merda, insomma.
Che tornino nelle loro fogne.
Lo Stato è mio e me lo gestisco io.

Se le cose stessero davvero così, non mi è chiaro perché in base al principio di sovranità uno Stato debba poter decidere chi ha il diritto di stare sul suo territorio e chi no – e non importa se cacciandolo lo fa morire – e una donna non può decidere di abortire.

Dev’essere che la donna non ha sovranità territoriale sul suo corpo.
Sì, dev’essere così.

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questo post appartiene alla categoria: «perle di sconforto»

~ by federicasgaggio on 8, gennaio, 2010.

7 Responses to “un piccolo nesso fra la sovranità e l’aborto”

  1. Gli abitanti che stanno attuando il blocco sono armati di spranghe, bastoni ed hanno con loro taniche di benzina.
    Sullo sfondo, mucchi di pomodori al macero,
    alcuni fogli spiegazzati con le normative in materia
    di produzione agricola della Comunità Europea, l’inno di Mameli
    suonato da una banda di zingari (come???), probabilmente
    la Kocani Orchestra (ah ok…zingari buoni…ma comunque zingari!!). Gesù, sfatto di incenso e mirra,
    piega cartoni e incolla figurine sui ruderi di una ex fabbrica di
    materiale edile (cemento), confiscata all’ndrangheta 5 anni fa.
    Omini sospettosi alimentano le file bianche e le file nere…mettere bombe lo sappiamo fare, guarda qui come siamo capaci di far dondolare l’italia…omini che sorridono piano, ma scappa o no sto morto?
    Maroni riprova l’ultimo riff. DOmenica di suona a Gangallarano di Sopra….

    v

  2. penso che ci sia un eccesso di tolleranza verso Maroni

  3. @Vittorio: per favore mi rimandi il file? L’ho cercato per cielo e per mare, nella mia casella di posta, e non lo trovo più!!!

    @Piero: sì, sono d’accordo.
    Ma come si fa?
    Se gli diciamo “uffa, Eccellenza” esprimiamo troppa violenza verbale, la cultura dell’odio!

  4. fede questo perché non fai parte del partito dell’amore (che poi detto tra noi mi sembra una roba da Moana Pozzi). Ti ho citata in un pezzo che ho scritto su questo argomento tremendo sul mio blog. Se ti interessa.

    Un’altra guerra (stavolta combattuta) tra morti di fame. E Maroni impera. Ma mi fa male che siano proprio i meridionali a combattere questa battaglia folle, loro che hanno subito il razzismo qui al nord. E se lo sono scordato o non l’hanno insegnato ai figli.

  5. Grazie della citazione, Eleas.
    Sono andata, ho letto.
    Eh. Che disperazione.

  6. ahimé non posso che concordare, ma io sono di parte, sai la cosa che mi fa più tristezza? Che mio padre che ha vissuto quella situazione lì sia molto intransigente con gli immigrati. E a me viene da domandarmi ma possibile che la sola cittadinanza possa fare scordare che hai passato la medesima cosa?

  7. Perché l’immoralità, lo sbaglio, l’errore, il difetto, la mancanza, cominciano sempre un millimetro più avanti del nostro piede.

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