uomini e donne (leggendo lynch sulle scale)
• sabato, luglio 3rd, 2010
Tornando dal lavoro, mi sono accorta davanti al portone che avevo dimenticato le chiavi di casa.
Ho chiamato Marco, che era fuori con Giovanni a prendere un aperitivo dai nonni.
Lui si è sincerato che avessi con me il libro che sto leggendo – il finora bellissimo, asciutto, autentico, poetico e denso «Falling out of heaven» di John Lynch (uno dei due autori che in giugno ero andata a sentire a Dublino), e mi ha consigliato di aspettarli facendo quel che a volte faccio già per conto mio: sedermi a leggere sulla scalinata del municipio.
Il marmo era rovente, e ho dovuto fare attenzione a non far «cucinare» il prosciutto crudo, lo yogurt e il formaggio che avevo comperato: così li ho impilati, precari, sul sacchetto del pane.
Ho letto cose molto belle, nelle prime pagine della storia di quest’uomo che viene ricoverato in una clinica per disintossicarsi dall’alcool, e da quel letto ripensa a sé e alle sue relazioni.
Ambientare un romanzo in quella situazione logistica ed emotiva è forse uno dei modi più facili per scrivere cose lente, flaccide e noiose.
Ecco. Sbagliato.
Questo libro è rapido, incisivo, emotivamente carico senza essere pesante.
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