kind of magic
• venerdì, maggio 14th, 2010Son sicura che prima o poi lei torna lì.
Questione di magia.

Son sicura che prima o poi lei torna lì.
Questione di magia.
Sometimes you picture me
I’m walking too far ahead
You’re calling to me, I can’t hear
What you’ve said
Then you say go slow
I fall behind
The second hand unwinds
E c’è chi sa il perché.
Tags: musica, time after time, tuck and pattiPurtroppo, però, non funziona come dice questo poppettino (del cui giro di basso invito a notare la somiglianza con quello di «With or without you» degli U2).
Tags: amici, amore, canzonette, irlanda, mary black, paul brady, popWhen times are hard and friends are few
And you need someone to help you through
Just call my name and I’ll come running to your side
Don’t be afraid don’t be afraidI will be there
When you are lost in the night
No where to turn
I will be there
Don’t be afraid don’t be afraidWhen morning comes and nothing’s changed
And the world outside plays the same old game
Just call on me and I will ease your lonely heart
Don’t be afraid don’t be afraidI will be there
When you are lost in the night
No where to turn
I will be there
Don’t be afraid don’t be afraid
I will be there
When every one that you believe still lets you down
I will be there
Don’t be afraid don’t be afraidCause I will be there don’t be afraid
I will be there don’t be afraid
I will be thereWhen morning comes and nothing’s changed
And the world outside plays the same old game
When everyone still lets you down
I will be thereWhen morning comes and friends are few
You need someone you need someone to help you through
I will be there don’t be afraid
I will be there don’t be afraid
I will be thereWhen you are lost in the night
No where to turn
I will be there
Don’t be afraid
Don’t be afraid
I will be thereWhen everyone that you believe still lets you down
I will be there
Don’t be afraid don’t be afraid
I will be thereWhen you are lost in the night
No where to turn
I will be there
Don’t be afraid don’t be afraid
Ho cambiato idea.
L’ultimo post dell’anno sarà questo.
Con uno dei pezzi più belli del più grande di tutti.
Auguri anche a lui, che mi fa compagnia da quando avevo quindici anni e gli amici mi prendevano in giro perché ascoltavo questo tipo strano.
L’ho risentita stamattina su liveireland.com, m’è piaciuta moltissimo, l’ho comprata subito su iTunes store, e adesso posto qui il video.
La fisarmonicista è la grande Sharon Shannon.
Il brano si intitola «Cavan Potholes».
Vale la pena, garantisco.
Bellissimi gli incisi di tastiere e sax.
E alla fine del video non perdetevi il «thènch-iu-v’ri-mucc», con la «u».
A Ortisei hanno anticipato al 4 ottobre la chiusura di una mostra che doveva chiudere il 12 «in modo da non turbare», leggo qui, «la processione del 5 ottobre».
Le statue espongono le nudità di Adamo, Caino e Abele.
Roba per stomaci forti. O lascivi, chissà.
Io li capisco, gli uomini di Ortisei.
Mi vedo le loro compagne passare davanti alle statue.
Restare ipnoticamente rapite dalle pudenda di Adamo, Caino e Abele.
Pensare che a loro gliel’hanno sempre raccontata diversa, la storia.
Tornare a casa stordite, straniate.
Cercare – come posso dire? – di coinvolgere i compagni, e poi – quand’è ora – tirarsi indietro perché insomma, quello di Adamo era molto meglio…
Comunque.
Tutto è chiarito dalle parole di Pius Leitner, ex comandante provinciale degli Schuetzen: «Io sono per la libertà d’espressione. Ma è proprio necessario esporre in strada opere che turbano la moralità?».
Anch’io sono per la libertà d’espressione.
Ma è proprio necessario lasciar parlare tutti?
Nel ricordarvi di votare al TROFEO MARONI, orfana come tristemente mi sento e inspiegabilmente sono del mitico Corriere della Sera Style Magazine (mi sa che ho esagerato con le maiuscole) che tanto materiale generosamente mi forniva, vedrò di consolarmi con un pezzo uscito dalla casa madre, cioè il Corriere, che si occupa delle ferie di alcune deputatesse.
Continue reading ‘le belle del pidielle (e le così così che stanno nel piddì?)’
Tags: bellezza, bellucci, beneficenza, Berlusconi, carfagna, donne, elvira savino, fiorella ceccacci rubino, frivolezza, istituzioni, lourdes, pdl, politica, sharon stone, sophia loren, vacanzeIeri ascoltavo liveireland.com, una radio che manda in streaming solo musica irish, quando all’improvviso sento una cosa un po’ reggae, un po’ afro, un po’ jazz, un po’ hip-hop, un po’ funky, un po’ ska, con una melodia segnata dal flauto irlandese.
Bella, mi dico. Liveireland, che ascolto da iTunes, contemporaneamente alla musica dà titolo del brano e nome dell’artista. Era Michael McGoldrick, e il pezzo era «Lucy’s». Ho lasciato quel che stavo facendo e mi son buttata a fare una ricerca su Internet. Ho trovato samples di pezzi suoi che mi sono piaciuti moltissimo, ho scoperto che ha suonato con mezzo mondo – compresi Afro celt sound system e Alan Stivell (in «I Douar», l’album effettivamente più fusion del mitico Stivell) – che è nato a Manchester nel 1971 (l’impressionante discografia della «flute legend», d’altra parte, si trova prideofmanchester.com) da genitori irlandesi, che ha vinto a 23 anni il premio Bbc Young Tradition Award, e a 30 il premio Bbc strumentista dell’anno.
Continue reading ‘michael mcgoldrick’
Tags: alan stivell, fusion, irlanda, itunes, liveireland, michael mcgoldrick, musica irlandese, world
Poche parole.
Ovviamente sconsolate.
In un editoriale, l’Avvenire critica «la presunzione di vincere la povertà togliendo i poveri d’attorno» (è il titolo del pezzo di Davide Rondoni, il quale pezzo per inciso non mi manda in brodo di giuggiole, ma il punto che m’interessa è un altro).
E cosa risponde, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, che prima ha proibito i borsoni e dopo l’accattonaggio in centro?
Che la sua ordinanza – e che diamine: fate così fatica a capirlo? – «è un provvedimento di puro decoro urbano».
Caro.
Se i poveri sono così brutti e poco chic, perché non li mandiamo tutti dall’estetista, Cacciarino?
Se si tratta di una cosa di decoro, mi sento giù per la schiena un bel divietino di transito ai ciccioni, che occupano porzioni troppo ampie del marciapiede…
P.s. Sì, lo so che la foto è uguale a quella del post precedente su Merlo. Ma la didascalia è diversa. Passateci il mouse…
Tags: accattonaggio, avvenire, borsoni, cacciari, città, decoro, mendicanti, politica, poveri, razzismo, venezia
Francesco Merlo sta là in alto, così in alto che nessuno può raggiungerlo. Nemmeno vederlo, quasi quasi, se non come un puntino minuscolo che pieno di splendore rifulge nel cielo opaco delle minime intelligenze contemporanee.
E da lassù, cibandosi poco poco di una specie molto rara di piccole e deliziosissime ostriche in via di estinzione, irride con grazia aristocratica e sublime a chi gli sta sotto con la condiscendenza del nobilissimo osservatore distaccato.
Oggi sulla Repubblica scrive sulla fiction che il regista dello «zingarume romeno» ha imbandito a vantaggio dell’improbabile e avventurosa para-storiografia leghista su Federico Barbarossa e Alberto da Giussano.
E pur dicendo una cosa assolutamente vera – e cioè che mai la Rai, che lo sceneggiato produce, cioè finanzia, è scesa tanto in basso – aggiunge pennellate di snobismo (e vabbè, uno può anche forse perdonargliele) e di sufficienza che lo portano a sostenere opinioni così ardite, raffinate e rarefatte da apparire del tutto irragionevoli, contraddittorie, ambigue e contro l’evidenza.
Continue reading ‘il sommo merlo canta lassù tra i bossi’
Tags: barbarossa, bossi, condiscendenza, fatuità, fiction, francesco merlo, imprenditore veneto, intellettuali, politica, rai, zingarume rumeno
Ieri sono andata con mio figlio in un club privato dove ci sono piscine, campi da tennis, eccetera.
Questi sono solo alcuni degli avvisi che ho visto attaccati.
La massima parte l’ho trovata nello spogliatoio femminile.
Ricopio (anche gli errori).
«È tassativamente vietato usare tinture per capelli nei lavandini e docce»
«Pronto, ciao Anna. Vieni con me al club domani? Pensavo di andare a farmi la tintura nei lavandini e docce».
Continue reading ‘l’intolleranza e l’ossessione normativa’
Tags: avvisi, club privato, divieti, norme, piscine