• lunedì, ottobre 4th, 2010
Solo per dire che sono molto contenta che il premio Nobel per la medicina sia stato assegnato a Robert G. Edwards, il biologo britannico che insieme al collega ginecologo Patrick Steptoe, morto nel 1988, mise a punto la tecnica della fecondazione in vitro.
Come dice l’Ansa, dal 1978 – anno in cui le pagine di tutti i giornali riportavano la notizia della prima straordinaria nascita ottenuta con questa tecnica, quella di Louise Brown – sono nati grazie all’Ivf circa quattro milioni di bambini.
Sono felice che l’oscurantismo integralista della Chiesa – per monsignor Roberto Colombo, docente della Cattolica di Milano e membro della Pontificia Accademia della Vita e del Comitato nazionale di bioetica, «la fecondazione in vitro suscita gravi interrogativi morali quanto al rispetto della vita umana nascente e alla dignità della procreazione umana» – non abbia levato a quest’uomo la soddisfazione di vedersi riconosciuti i meriti.
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• sabato, agosto 28th, 2010
Che bello il pezzo di Gad Lerner, oggi sulla Repubblica, a proposito dei «moralisti» nuovi nemici di Cl.
Ecco come li attacca Scola: «Diventa allora necessario liberare la categoria della testimonianza dalla pesante ipoteca moralista che la opprime riducendola, per lo più, alla coerenza di un soggetto ultimamente autoreferenziale».
(…)
Il percorso è chiaro: se la testimonianza si manifesta nell’osservanza religiosa, chi siamo noi per criticare i peccatori osservanti la pratica religiosa nella Chiesa che resta «santa al di là dei peccati, talora terribili, del suo personale»?
Il testo completo è qui.
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• martedì, marzo 23rd, 2010
Quella pasta d’uomo di Bagnasco dice che il voto dev’essere contro l’aborto, cioè contro una legge.
Io propongo un voto contro di lui, che è molto meno di una legge, e in più – oltre che superbo e portatore di un volto che è la rappresentazione immediata della perfidia – non è neanche simpatico.
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• venerdì, marzo 5th, 2010

«In nessuna azienda», dice costui, «è dato modo al dipendente (…) di ribellarsi».
L’azienda – come il Vaticano – è una monarchia assoluta.
Sentiamo un po’: le aziende cosa fanno, ai ribelli? Li fucilano sul posto?
La ribellione è ribellione, signor vescovo; lei è libero di non crederci, o di non approvare: ma la ribellione non necessita di autorizzazione preventiva. Anzi. Al contrario.
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• mercoledì, gennaio 27th, 2010
Relata refero.
CONSIGLIO D’EUROPA: SCOPPIA CASO LETTERA NUNZIO S.SEDE/ ANSA
DA VATICANO INDICAZIONI SU GAY E CANDIDATURA GIUDICE CORTE
(ANSA) – STRASBURGO, 27 GEN – «Un’ingerenza istituzionale grave, sorprendente, senza precedenti»: così è stata commentata a Strasburgo, da numerosi esponenti italiani e stranieri dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce), la quantomeno originale iniziativa del nunzio apostolico di Parigi, mons. Luigi Ventura.
Il quale, in una lettera recapitata nei giorni scorsi a diversi membri dell’Apce, non solo ha chiesto loro, a nome della Santa Sede, di mobilitarsi contro la legittimazione delle unioni gay, ma ha anche dato precise indicazioni di voto sull’elezione del capogruppo del Ppe: Luca Volontè, risultato eletto lunedì scorso.
E, fatto che ha suscitato ancor maggiore sorpresa, su chi fosse il candidato “gradito” per il posto di giudice che spetta all’Italia alla Corte europea dei diritti dell’uomo: Riccardo Ventre, che però non ce l’ha fatta.
A far scoppiare il caso è stata una parlamentare socialista lussemburghese, Lydie Err, denunciando oggi, nel corso del dibattito sulla risoluzione sulle discriminazioni sessuali,
l’«inaccettabile e scandaloso» intervento vaticano sulla questione. Intervento che ha però sortito l’effetto voluto.
Grazie alla presentazione di 80 emendamenti – di cui una grande maggioranza firmati proprio da Volontè – il voto sulla risoluzione è stato rinviato ad aprile.
Comunque, dopo la denuncia di Err, la lettera incriminata è saltata fuori. Nella missiva – datata Parigi 8 gennaio 2010 -e nel promemoria allegato il nunzio afferma che «la segreteria
di Stato mi ha incaricato di rendervi partecipi delle preoccupazioni della Santa Sede» per il testo «inaccettabile» del progetto di risoluzione. E dopo aver invitato a fare il possibile per arrivare a una sua modifica chiede di votare contro se non si riuscisse a raggiungere lo scopo. Nel promemoria vengono anche date le indicazioni di voto su Ventre e Volontè.
La nunziatura apostolica di Parigi non ha voluto commentare la notizia della lettera di Ventura e da Roma il responsabile della sala stampa vaticana, padre Lombardi, si è limitato a ricordare che è «normale», per la Chiesa, intervenire in difesa dei suoi valori morali. L’iniziativa pare abbia colto di sorpresa anche il rappresentante del Vaticano presso il Consiglio d’Europa.
Mi piace rilevare non solo il candore con cui Federico Lombardi casca dal pero, definendo normale una lettera che quasi richiama alla disciplina di partito, ma anche il verbo che l’Ansa sceglie per definire le sue parole.
Dice l’agenzia che Lombardi «si è limitato a ricordare».
Come se tutti sapessero già, e si trattasse solo di riportare alla memoria un dato di fatto pacifico e assodato.
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• martedì, gennaio 12th, 2010
Leggo sull’Ansa che, in relazione ai fatti di Rosarno, Bruno Schettino, monsignore responsabile della Cei per l’immigrazione e presidente della Fondazione Migrantes, dice:
«Per mia esperienza personale, razzismo non ne ho trovato troppo in Italia, piuttosto alcune forme di xenofobia ma sono momenti particolari di rivolta sociale determinati non dalla opposizione all’immigrato ma dall’esplosione di tipici problemi sociali della nostra società».
Tre domande.
La prima è quand’è che, a giudizio di Schettino, il razzismo – da dosato in quantità accettabile – diventa «troppo».
La seconda è qual è il momento in cui la xenofobia si trasforma in razzismo.
La terza discende dalle prime due: a chi sta parlando, veramente, Schettino? Chi ha scelto, per motivi suoi, di non irritare?
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• lunedì, dicembre 28th, 2009
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• sabato, agosto 29th, 2009
Va letto.
Questo pezzo di Sofri su Berlusconi e l’inqualificabile attacco alla vita privata del direttore dell’Avvenire – che potrà essere e fare ciò che vuole perché non è capo del governo – va letto assolutamente.
Siccome le cose che dice sono chiare e dette bene, voglio solo sottolineare una cosuccia tangenziale.
Alla strategia d’attacco contro Boffo, dice Sofri, «presiede il principio secondo cui non c’è maschio, credente o no, laico o chierico, che non si possa prendere con le mani nel sacco di qualche magagna sessuale. (Maschio, dico, perché negli strateghi della controffensiva la guerra resta guerra fra maschi, e le digressioni servono tutt’al più a insultare le donne altrui o a sfregiare le proprie sospette di intelligenza col nemico)».
Questo punto è sensazionale.
La guerra resta fra maschi. Le donne sono incidentali: un’arma, un gingillo, un bersaglio, una quinta, un premio, un dio pagano da acquietare.
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• mercoledì, agosto 26th, 2009

Ma se uno sta «vivendo un periodo di maturazione del suo credo» deve per forza dirlo al quotidiano della conferenza episcopale italiana?
E deve proprio dirlo in esclusiva?
E deve proprio dirlo nei giorni in cui si prepara a partecipare al «meeting di Rimini»?
Ma cosa è diventata, la professione di fede? Com’è possibile che non ci renda conto di chi ci si rende strumento?
Oppure: com’è possibile che a una certa età si cerchi di risalire la china con argomenti così privati e personali?
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• mercoledì, agosto 12th, 2009

Sarà anche un approccio tangenziale, ma siccome la verità sta nei dettagli, a me la storia del «bieco illuminismo» non colpisce quanto l’arroganza con la quale la Cei chiede protezione allo Stato sapendo perfettamente che la otterrà: non farò ricorso da me, dice; dovete farmelo voi perché «è compito vostro».
E a me pare di sentire, sotto, un «e voi sapete benissimo cosa succede se non lo fate».
E già che ci sono: non mi è del minimo interesse il fatto che l’Avvenire dica che Berlusconi è imbarazzante.
Se per una, venti o anche cento volte la chiesa è d’accordo con me, la circostanza mi pare del tutto irrilevante, visto che non ne riconosco l’autorità.
Forse i giornali potrebbero farci un pensierino.
Mica tutti.
Almeno quelli biecamente illuministi, ipotesi.
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