header image

down with facebook (cari i miei ipocriti)

• lunedì, febbraio 22nd, 2010

Non è per amor di minimizzazione, ma a me questa notizia del gruppo che su Facebook aveva proposto il tiro al bersaglio contro i bambini down sembra una vera idiozia.

reazioni piccatissime

Anzi: idiote mi sembrano le reazioni indignate di gente come la ministra che – come se avesse un potere autonomo di propulsione dell’iniziativa giudiziaria – commentava senza timore di apparire quantomeno improvvida che quegli stolti sarebbero stati senz’altro perseguiti.
Certo, mi vien da dire: fino a che lascerete che l’azione penale sia obbligatoria, sarà perseguito chiunque un magistrato inquirente ritenga aver commesso un reato.

Continue reading ‘down with facebook (cari i miei ipocriti)’

Tags: , , , , , , , , , ,

Post correlati


corrispondenza sul post con la foto di francesco

• domenica, novembre 22nd, 2009

schiuma_di_movimento_in_mareHo ricevuto questa lettera.

Cara Federica,
ho visto e letto il tuo pezzo passando da Vibrisse e poi al tuo blog.
Dico «visto», perché mi ha colpito molto la . Tu e tuo fratello vi assomigliate molto.
Ho lavorato quattro anni in un centro disabili con un direttore molto bravo: Mario Paolini (fratello di Marco), pedagogista con buone idee e passioni. Ho avuto molto a che fare con tetraplegici (definiti in una scala di gravità della patologia, «gravissimi», bisognosi cioè di assistenza pressoché totale); dico questo in quanto, sempre dalla vista, mi pare che tuo fratello sia tetraplegico (gravissimo?).

Quanto letto, mi ha colpito molto di più.
Nonostante la mia pratica, benché consideri ogni persona un essere umano a sé, pur sapendo per prassi, per averci messo naso, mani, intelletto, sentimento, che questo vale anche per gli handicappati (sì lo so, inizia a scricchiolare tutto), ho sempre mantenuto delle riserve in riferimento a un tema così complesso.
Leggendo le tue parole queste riserve (le avevo messe a riposo: non mi occupo più di disabili da circa dieci anni) sono riemerse.

Continue reading ‘corrispondenza sul post con la foto di francesco’

Tags: , , , , ,

Post correlati


il dolore e la rabbia

• venerdì, novembre 20th, 2009

pecore_cis_e_pecore_trans(Non credete di stare guardando il mio dolore. Quello che vedete è il vostro.

Quello che già sapete di provare e quello che avete paura di provare un giorno).

Da quando ho pubblicato la foto con mio fratello e il post in cui parlavo un pochino di me e della mia famiglia sto facendo i conti con reazioni che somigliano tremendamente a quelle con cui ho fatto i conti per tutta la mia vita fino ad ora.
Ne parlo tra un attimo, però.
Ora voglio dire della .

Continue reading ‘il dolore e la rabbia’

Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Post correlati


handicap, emozioni e minimi eroi di comodo/2

• giovedì, novembre 19th, 2009

guerra_nei_cieliMi sono resa conto anch’io che se ho pubblicato la mia e di mio fratello è perché – in un modo che non so e per strade che per ora non saprei ripercorrere a ritroso – qualcosa dentro di me è cambiato, s’è spostato, ed essendo rotolato sotto un’altra fonte di illuminazione ora preme per uscire, e vuole rendersi riconoscibile e nominabile.

Per adesso, è successo che ieri sera mi ha chiamato Marco, mio marito, mentre ero al lavoro.
«Ho letto», mi ha detto.
«Cos’hai letto?», gli ho chiesto.
«Il tuo post».
«…».
«La », ha detto. «Hai messo la . Cosa sta succedendo? Qui c’è qualcosa», ha detto.

Continue reading ‘handicap, emozioni e minimi eroi di comodo/2′

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Post correlati


handicap, emozioni e minimi eroi di comodo

• mercoledì, novembre 18th, 2009

io_e_francescoMio fratello è entrato nella pubblica immediatamente dopo l’approvazione della legge 517 del 1977.

La legge – recependo il lavoro che portò al documento del ’75 della commissione presieduta dalla famosa (famigerata?) Franca Falcucci – prevedeva l’inserimento dei bambini handicappati nella stessa dell’obbligo a cui avevano accesso tutti gli altri.

la meta

Ricordo le riunioni, i viaggi, le telefonate, le discussioni di mia madre nell’associazione di cui faceva parte. I congressi straordinari convocati per discutere la legge.
Che momento, nella mia vita personale.
Quando penso a tutto questo, mi rendo conto di quanta tenerezza posso provare per me stessa e per la mia storia.
Sembrava che i miei e io avessimo una meta – l’ottenimento della legge e, di conseguenza, una nuova speranza di presenza di mio fratello nella vita – e che raggiungere le mete fosse una cosa possibile.

classi differenziali

Queste cose mi venivano in mente leggendo il pezzo che Repubblica dedica oggi ai tagli agli insegnanti di sostegno, suggerendo che l’obiettivo della politica governativa possa essere la ricreazione delle classi differenziali (cosa che peraltro scrivevo qui il 15 ottobre dell’anno scorso).

Continue reading ‘handicap, emozioni e minimi eroi di comodo’

Tags: , , , , , , , , ,

Post correlati


perché questa lentezza, signor englaro?

• mercoledì, febbraio 11th, 2009

fa_male1

Perché la vicenda di Eluana è dovuta avvenire in pubblico?
È veramente, come dice Ezio Mauro (grazie, Anna) – e come dicono molti altri, in realtà – il prezzo pagato da un padre al risultato che «solo così, portata in pubblico, la tragedia di quella figlia» potesse servire «a qualcosa, a qualcuno»?
È veramente il prezzo pagato a che quei 17 anni potessero acquistare «un senso per tutti, quasi un insegnamento»?
A Mauro «sembra un gesto d’amore, supremo, che nasce dal profondo di una desolazione e di un abbandono, perché l’una e l’altro non siano del tutto inutili, visto che già sono purtroppo inevitabili».

Continue reading ‘perché questa lentezza, signor englaro?’

Tags: , , , , , , , , , ,

Post correlati


eluana, una lunga digressione su di me

• giovedì, febbraio 5th, 2009

la_mia_vitaC’è qualcosa di osceno, di tracotante, di estremamente violento, di integralista, di cieco, cupo, autolesionista in quelle persone di cui parla questo pezzo del Corriere.it.

Sono genitori che hanno portato in piazza i loro figli handicappati, o «malati», per dire al padre e alla madre di Eluana che sono due assassini, e per dirlo scagliando loro addosso con tutta la violenza dell’integralismo sordo e cieco alle ragioni di chiunque altro il peso, il peso fisico, dei loro figli branditi come arma di distruzione di massa.
Anzi: come bombe al fosforo bianco, perché continuano a bruciare anche dopo.

Continue reading ‘eluana, una lunga digressione su di me’

Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Post correlati


si fa presto a dire vegetale

• venerdì, novembre 21st, 2008

Non so se la condizione di quest’uomo di cui parla Repubblica.it sia tecnicamente assimilabile allo «stato vegetativo» che è attribuito a Eluana Englaro.
Non lo so, e onestamente neanche mi interessa.
Perché mi basta vedere il volto e il corpo di quella donna stravolta che è sua madre per capire che quel che è successo a Giorgio ha completamente ucciso lei e il resto della famiglia.
Lei può pensare di non voler abbandonare mai il figlio, ma io non posso sopportare che qualcuno ritenga che l’esempio a cui ispirarsi siano le persone come lei, che strangolano la propria vita in un eroismo che io non mi sento di chiedere a nessuno.

Ognuno fa quel che può, io credo. Lei, il padre di Eluana e chiunque altro.
Lo fanno tenendo in conto la propria storia, i propri sentimenti, le proprie aspettative, i propri bisogni, i propri desideri.
Ma chiunque pretenda dagli altri atti di eroismo è – ne sono sicura – un bastardo che merita il peggio.

Tags: , , , , , ,

Post correlati


l’eterno presente dell’handicap

• giovedì, ottobre 16th, 2008

Non ne avrei scritto, se non ne fossi stata indirettamente sollecitata dalla rapidità con cui ho sentito molte persone giudicare «strappacuore» questa notizia che arriva dalla Sardegna: una ventiquattrenne con problemi – viene detto – «di sviluppo» estromessa dall’asilo nel quale da tempo si trovava perfettamente a suo agio.

Continue reading ‘l’eterno presente dell’handicap’

Tags: , , , ,

Post correlati


tutti uguali. a loro

• mercoledì, ottobre 15th, 2008

Possono chiamarle «classi ponte» oppure «classi di inserimento»; credere che l’apparente cautela delle parole possa cambiare la realtà del rifiuto che esse sottendono; perfino fingere di credere che lo stanno facendo per il bene di coloro che vogliono tenere il più possibile lontano dai diritti di chiunque altro, ammesso che della parola «diritto» possano concepire un’idea che non abbia qualcosa a che vedere col denaro.

Possono dire quel che vogliono, ma in queste classi in cui accumulare bambini e ragazzi stranieri c’è un’idea che dice che per questi ministri – questi uomini e queste donne che sembrano vissuti in pentola a pressione fino all’altro ieri – nelle nostre classi «normali» c’è un tempo «normale» da dedicare alle cose «normali» di modo che a fine anno si siano svolti i programmi «normali» senza disturbi e senza rallentamenti.
Come se nient’altro fosse almeno altrettanto importante.

A parte che mi domando quanto manca al ripristino delle scuole speciali e delle classi differenziali per gli handicappati (per il loro bene, naturalmente, mica per levarli dai piedi della , e soprattutto re-istituite dopo una discussione di sei minuti e mezzo, perché tutto quel che serviva a poter decidere in assenza di contestazioni significative è già stato fatto ben prima, e al di fuori dei luoghi della politica), quello che vorrei sapere da questi uomini e da queste donne è se per loro la relazione con l’altro diverso da sé abbia un senso.

Vogliono incontrare solo persone il più possibile simili a loro, «uguali», irreggimentate con le stesse regole d’ingaggio, con le stesse aspirazioni (soldi, casa, vacanze, tv al plasma…).
Non riescono nemmeno a pensare che ha senso scoprire nelle persone ciò che le persone sono, perché nelle persone vogliono solo vedere riflessi se stessi.
E sono autoritari, risoluti: tu non c’entri, via. Un decreto veloce, discusso in quattro minuti o cinque.
A loro piace un mondo di bossini di berlusconini di gelminini di carfagnini di prestigiacomini di brunettini di tremontini.
E questa la cosa che mi fa più impressione.

Tags: , , , , , , , , , ,

Post correlati


la serena sereni e l’handicap del privilegio

• martedì, settembre 16th, 2008

Lei è Clara Sereni, scrittrice di famiglia cospicua, figlia di Emilio – ministro ebreo e comunista, vicino a Togliatti – e di una madre i cui genitori furono rivoluzionari russi.
Il marito è lo sceneggiatore Stefano Rulli, del duo Rulli e Petraglia.
Matteo, 30 anni, è il loro figlio schizofrenico.

Lei è presidente di una onlus che ha – credo di capire dall’intervista che leggo qui – ha in affitto un appartamento umbro nel quale vivono alcuni giovani con psichici, dei quali la fondazione promuove l’autonomia in vista del momento in cui i genitori non saranno più accanto a loro.

Ebbene.
Ecco cosa dice: «La pensione d’invalidità e l’assegno d’accompagnamento percepiti dal figlio sono, per molti, una sorta di risarcimento per la tegola che è caduta loro in testa. Un buon numero di altri accantona quei soldi, appunto, per il “dopo di noi”. Quasi nessuno li utilizza perché quel figlio abbia, fin d’ora, una vita degna di essere vissuta».

Io, invece – ci sta dicendo – lo faccio.
Io, invece – ci sta dicendo – sono brava.

Secondo , la pensione e l’indennità bastano, senza il soccorso di percorsi di privilegio variamente conquistati dai singoli genitori dei singoli handicappati, a costruire « fin d’ora, una vita degna di essere vissuta»?
Sono così stufa, stanca, esausta, di queste storie edificanti di conquiste intelligenti, di quadrature del cerchio.

Certo: ognuno ha il suo percorso esistenziale. E ogni percorso esistenziale ha una sua verità.
Ma per la miseria: come si può dimenticare con tanta leggerezza l’enormità delle difficoltà delle persone che non provengono da un privilegio?

Tags: , , ,

Post correlati