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habemus novum papam

• sabato, marzo 20th, 2010

Non riesco a crederci.
Preghiera.
Giuramento.
Missionari.
È un incubo.
Siamo circondati da idioti incoscienti.

Per fortuna che – a guardar qui – risulta che non siano poi così tanti.
Grazie ad albertoboh per la misurazione e a Sandro Gilioli per le foto.

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a bari non si bara

• sabato, marzo 20th, 2010

Chi indaga i suoi è un bastardo comunista.
Chi fa arrestare gli avversari è un magistrato equilibrato e fico.

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cristiani di successo

• venerdì, marzo 19th, 2010

Non è sempre vero che leggere fa bene.

Ci son cose che dimostrano il contrario…

Ma intanto i candidati del centrodestra alla presidenza delle regioni Liguria (Sandro Biasotti), Lombardia (Roberto Formigoni), Piemonte (Roberto Cota) e Veneto (Luca Zaia) hanno sottoscritto ieri sera sera a Genova un Patto di reciproca collaborazione che sarà operativo una volta insediati al governo delle rispettive regioni.

I quattro firmatari ribadiscono «il rispetto della distinta volontà e sovranità delle comunità che abitano queste regioni e il rispetto delle loro identità culturali, sociali ed economiche, ma sono anche convinti dell’utilità di un assetto nazionale organizzato in forma federale ed improntato ai principi cristiani del buon governo, della solidarietà e della sussidiarietà».

Il patto «intende condividere esperienze di successo e coordinare risorse, professionalità e strumenti normativi al fine di dare vita a progetti operativi a vantaggi delle rispettive comunità».

Il patto è di fatto (domanda: e di diritto cos’è, questo patto?, ndr) un decalogo per dar vita a progetti operativi.

«Sovranità delle comunità che abitano queste regioni»?
«Principi cristiani del buon governo»? Il buon governo è cristiano?
«Identità economiche»?
E tutto questo in «esperienze di successo»?
«Progetti operativi»? Che cosa sono i progetti non operativi?

Sembra che chi ha scritto queste cose abbia avuto in regalo da un folletto un sacchettino pieno di parole ideologiche da assortire al momento del bisogno di modo da coprire le aree di interesse: l’imprenditorino, l’imprenditorone, lo zoticone, il cattolico integralista, il leghista dagli orizzonti ristretti, il bonaccione che può credere che la sovranità sia un bene divisibile e disponibile.
Che meraviglia.

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anche gambadilegno ha le ore contate

• giovedì, marzo 18th, 2010

Da qui, che poi sarebbe il Corriere.it.
Parla .

Il nostro prossimo obiettivo è sconfiggere entro i prossimi tre anni la , la camorra e la ‘ndragheta.

Come no.
E anche Jeeg Robot d'Acciaio.

D’altra parte, come ricordavo recentemente in questo post, non fu proprio Saviano – qui, su Panorama – a dire che è uno dei più grandi ministri dell’Interno quanto a tenacia contro le mafie?

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regaliamogli una verga da rabdomante

• martedì, marzo 16th, 2010

«Non entro nelle vicende giudiziarie».
Caro. Che delicatezza.

Io, qui, mi sto ancora domandando dov’è entrato, allora.
(E francamente eviterei la risposta).

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l’intelligenza è veronese

• martedì, marzo 16th, 2010


Capisco l’importanza di una o più telecamere intelligenti.
Ma se si potesse fare qualcosa anche per i cervelli sarebbe bellissimo, e forse in quel caso non avremmo bisogno della supplenza delle telecamere.

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belpietro canarino in miniera

• sabato, marzo 13th, 2010

Di tutta la vicenda delle intercettazioni della procura di Trani sulle interferenze berlusconiane sulla Rai quello che mi colpisce sopra ogni altra cosa non è il fatto in sé (gravissimo), o l’ispezione decisa dal ministero della Giustizia, o il fatto che e i suoi intendano ora far passare per normali – di più: come legittime e doverose – le pressioni su un organo di garanzia.

La cosa che mi fa venire i brividi è che un giornalista, Maurizio Belpietro, venuto a conoscenza del fatto che Michele Santoro stava preparando una puntata di Annozero sul processo Mills (e l’aveva saputo perché Santoro l’aveva invitato a partecipare), abbia telefonato a per dirglielo.

Per quanto amici si possa essere di un pezzo di potere (e che pezzo, parlando di !), un giornalista dovrebbe astenersi dall’essergli sodale e collaterale.
Il dovere professionale di un giornalista non è avvertire il potere che i colleghi stanno lavorando su una cosa che quel potere investe.
Un giornalista non si può fare delatore, o utilizzare per scopi suoi (o altrui) le informazioni di cui viene in possesso nell’esercizio della sua professione.

Succede anche a sinistra, per carità.
Ma questa volta è successo a destra.

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il grande romano e l’incurabile comunismo

• sabato, marzo 13th, 2010

Adoro quest’uomo:

«Abbiamo approvato il principio del federalismo fiscale perché vogliamo che ogni Regione sia responsabile delle proprie spese e gli elettori apprendano a scegliere rappresentanti onesti, capaci, attenti all’uso del pubblico denaro».

Vorrei dirgli che non ho approvato un accidenti, io.
Che la frase «perché gli elettori apprendano a scegliere rappresentanti onesti» eccetera è volgarmente paternalista e pure sciocca, perché non c’è nessuna regola che possa insegnare un criterio di scelta.
E perché non è che l’onestà, la capacità (mi dica Romano, per favore, la capacità di fare che cosa) e l’attenzione all’uso del pubblico denaro sia tutto ciò che un elettore ha da chiedere all’eletto.
Ma faccio la brava.
Resisto e vado avanti.
E scopro che la colpa di tutto è dei cortei, di queste cose da casinisti maleducati che hanno avuto «già alcuni effetti perniciosi»…

«Queste due manifestazioni nazionali hanno già avuto alcuni effetti perniciosi.

In primo luogo hanno interamente oscurato il dibattito pre-elettorale sui contenuti delle diverse candidature».

È un grande o no, Sergio Romano?
È un grande o no un uomo che riesce a dire che non c’è dibattito elettorale per colpa dei cortei?

A me sembrerebbe che i dibattiti sui contenuti (sempre che si accetti che ciò che ora elenco non siano contenuti che interferiscono con le scelte elettorali, e ho qualche dubbio) siano stati oscurati – per esempio – dalle regole della cosiddetta par condicio, dal decreto eversivo con cui il governo s’è cambiato una legge che non aveva il potere di cambiare, dall’aggressione fisica che il ministro della Difesa (!) ha portato a un cittadino, dal progressivo venire a conoscenza delle ingerenze del presidente del Consiglio (già evidenti, per carità) nella programmazione del palinsesto giornalistico della Rai, dall’approvazione con la fiducia di quella sconcia legge che è andata sotto il nome surreale di «legittimo impedimento»…

Romano è un grandissimo.
Questi sono gli intellettuali che vogliamo.
Terzisti. Equidistanti, alla «tu sei stronzo, ma anche quell’altro rimane pur sempre un bastardo pedofilo», profeti del «ma-anchismo»…

Per esempio:

«Invece di essere invitati a scegliere fra amministratori e programmi, siamo chiamati a scegliere fra il Bene e il Male, fra la dittatura strisciante della destra e l’incurabile comunismo della sinistra».

Un capolavoro.
A destra, dittatura strisciante (mamma mia, che accusona!).
A sinistra, «l’incurabile comunismo».
L’incurabile comunismo?
Eh?
Ma che cosa vuol dire?
Che ha ragione ?
Ma allora che terzismo è?

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un versatile ingegno

• sabato, marzo 6th, 2010

Da qui:

Quando alle 21 si riunisce il Consiglio dei ministri, il testo è stato messo a punto già da un pezzo. Almeno dal pomeriggio: riunisce a Palazzo Grazioli il «gabinetto» delle emergenze. I ministri , Alfano, Matteoli, La Russa, Calderoli, il coordinatore Verdini.

Dall’attuale home page di Repubblica.it:

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fascisti (e il re vittorio emanuele giorgio)

• venerdì, marzo 5th, 2010

L’hanno fatto. Hanno la faccia tosta di chiamarlo «decreto interpretativo».
Il potere esecutivo si è sostituito al potere giudiziario.
Sono desolata, annichilita.
Non riesco a crederci.
E Napolitano firmerà, perché questi fascisti hanno cercato l’atto di forza.
Orrendo.
Ore 23.46, la conferma: Napolitano ha firmato il decreto.

La legge 400 del 23 agosto 1988 dice all’articolo 15 che «il governo non può, mediante decreto legge, (…) provvedere nelle materie indicate nell’articolo 72, quarto comma, della Costituzione».<

E questo è il quarto comma dell’articolo 72 della Costituzione:
«La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi».

Il potere esecutivo ha esautorato il potere giudiziario (la giustizia amministrativa di Tar e Consiglio di Stato) e quello legislativo.
È un atto gravemente eversivo.
Il più violento dell’era .

È la raccolta di una semina avvelenata e antica: il sostanzialismo, il vittimismo della maggioranza come diceva oggi Adriano Sofri su Repubblica; gente che sembra essere stata anni in una pentola a pressione e adesso esce e vuole cagare in testa a quelli che immagina abbian tenuto chiuso il coperchio.

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il bello della monarchia

• venerdì, marzo 5th, 2010

«In nessuna azienda», dice costui, «è dato modo al dipendente (…) di ribellarsi».
L’azienda – come il Vaticano – è una monarchia assoluta.
Sentiamo un po’: le aziende cosa fanno, ai ribelli? Li fucilano sul posto?
La ribellione è ribellione, signor vescovo; lei è libero di non crederci, o di non approvare: ma la ribellione non necessita di autorizzazione preventiva. Anzi. Al contrario.

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