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sturm und sgaggio in karmillen

• venerdì, febbraio 25th, 2011

Okay, la notizia è di ieri, però il fatto che ci sia una cosa su di me su Carmillaonline per resta una notizia anche il giorno dopo.

Grazie a e a .

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libri nelle nuvole

• lunedì, gennaio 17th, 2011

Grazie a Massimo Giuliani, ho scoperto questa cosa bellissima, in relazione al di Maddalena Mapelli.

Le di un testo vengono organizzate nello spazio in ragione della loro ricorrenza.
Ho fatto l’esperimento – mi pare una cosa meravigliosa! – con «L’avvocato G.» (qui sopra), ma anche con il racconto «I diari di Emma», uscito su Atti impuri, e con il romanzo «».
Eccoli qui sotto.

È splendido. Una magia.

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i filmatini dell’avvocato a pesaro

• mercoledì, gennaio 5th, 2011

In sei comodissime rate, a questo link, la chiacchierata di con sull’Avvocato G. (ma anche su , eh, che culo), organizzata dalla Burnigia al circolo Arci l’Otto.

Non che io immagini l’esistenza di qualcuno che sia interessato ad ascoltare e a vedere tutti e sei i pezzi di video, ma insomma.
Però, io mi sono divertita, Jacopo è stato bravo e c’era un bel po’ di gente.

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l’avvocato g./under my skin

• venerdì, dicembre 31st, 2010

«Sgaggio ha una capacità rara di raccontare con voce roca e suadente insieme.
Rendere affascinante la mediocrità, l’infelicità, la passività aggressiva, è veramente un’impresa.
Beh, lei ci è riuscita.
Chapeau
».

L’opinione di Bouvet et Pecuchard (carina l’inversione, vero?) sull’Avvocato G.
Uau.
MI piace la voce roca e suadente.
Chapeau a meee?

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le parole sono folletti, e cambiano colore

• lunedì, dicembre 20th, 2010

La giornata di oggi è stata proprio pesante, difficile.
Un impossibile esercizio di equilibri fra senso delle , contesti, significati e codici comunicativi che mi ha stroncata, uccisa, frantumata.
Rimarrà nelle mie memorie personali come uno degli esempi più dolorosamente chiari di tutto ciò che alle parole non si deve mai consentire di fare: danzarci intorno come che cambiano apparenza.

Certi folletti escono dalla bocca vestiti di azzurro e non fai nemmeno in tempo a guardarli svolazzare che la voce che ha dato loro la materia li ha già rivestiti di giallo, e poi di mille altre tinte.
Tu vorresti dire qualcosa, esprimere stupore, ma nel frattempo i folletti son tornati azzurri, e poi son di nuovo di un altro colore e hanno mantelli più corti e pesanti, fanno curve più ampie.

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a roma! a roma!

• sabato, dicembre 18th, 2010

Sarò brevissima.
Tre cose.
Uno: nonostante la carrozza gelata, la neve, il locomotore guasto e le ferrovie dello Stato, a sono arrivata. Ho impiegato più di nove ore, ma nella vita c’è di peggio.
Due: la chiavetta Vodafone mi ha abbandonato. Sa lei perché, spero.
Tre: se chi si trova da queste parti e alle 18 non viene da Conter- in piazza San Giovanni in Laterano è uno gnomo puzzone.
(Sì, non sono affatto in forma. Psicologggicamente, dico).

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e domani, a genova con l’avv (sempre lui, sì)

• mercoledì, dicembre 15th, 2010

Alle 17.30 di domani alla in piazza Truogoli di Santa Brigida, parlerò insieme a dell’avvocato G., e probabilmente di un certo numero di altre cose collegate alla scrittura, alla maternità, al e al .

Christian ha anche una sua idea su Jung e la trinità e il quarto ignorato che mi stuzzica molto.
Sono curiosa di vedere come verrà fuori questa cosa.
Ogni volta, a seconda di quel che nel vede chi chiacchiera con , vengono fuori pezzi di a cui non avevo pensato.

Chi dice che le presentazioni non servono a niente dice una sciocchezza.
Forse non serviranno a vender copie (ma non è vero nemmeno questo), ma servono senz’altro a vederti negli occhi degli altri, a capire cosa hai buttato fuori, a legittimarti come persona che scrive.

Posso sbagliarmi, ma non mi sembra poco.
Ah.
Questa sarebbe stata impossibile senza la devozione incondizionata di un mostro di organizzazione, l’amico di blog , a cui va tutto il mio più caldo ringraziamento.
Alla fidanzata, invece, tutta la mia solidarietà: uno così preciso mi sa che a volte può essere un compagno impegnativo!

Sono in treno.
È tutto bianco, qui fuori.

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le parole-muro, le parole-corpo e il silenzio

• sabato, dicembre 11th, 2010

In treno per , finalmente un sedile orientato nella direzione di marcia.
Non mi capita mai: qualunque sedile, sempre in direzione ostinata e contraria.
Vuol dire che qualcosa sta cambiando? Bisognerà che ci faccia qualche bella riflessione.

Per adesso, mi limito a godere della compagnia dei in cuffia e a sentire il sole.
Oggi alle sei, al circolo Arci l’Otto di Pesaro, parlerà con dell’avvocato G., di , dei Diari di Emma, e mi ha già minacciato la domanda delle domande, la più difficile possibile: cos’è per te la parola, cosa sono per te le .

Ammetto che è un interrogativo pertinente. Ma è tremendo.
Il fatto è che da un po’ di tempo mi sembra che le parole, in aggiunta ai poteri che hanno, abbiano anche il potere di far alla pelle.
So bene che usare le parole è una questione di potere; ho presente don Milani; so cos’è il possesso di una lingua.
E so anche che non sempre è il possesso della lingua a fare la differenza, altrimenti non mi spiegherei il motivo per il quale le affabulazioni ideologiche di questa fase politica del mio Paese risultino convincenti – no: soddisfacenti – anziché in-significanti come in realtà in molti casi esse sono.

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l’eco dell’ego/messaggio sull’avvocato g.

• giovedì, dicembre 9th, 2010

Ricevo da un amico di Facebook

«Ciao Federica, appena letto il tuo librino.

L’ho trovato delizioso per l’intreccio e la storia (che non mi aspettavo… e invece quella silhouette in copertina avrebbe dovuto farmi sospettare!…), per le passioni d’ contenute, per la precisione che sempre usi con le e nel rendere “il pensato”, per la capacità di cogliere le tante sfaccettature (verità soggettive, oggettive o presunte tali, verità nascoste).

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ho in mano l’avvocato g.

• martedì, dicembre 7th, 2010

Ecco.
Ho in mano L’avvocato G.
Non in persona, ma in ed ossa.
Carne ed ossa apparentemente di carta, ma – diamine – autentiche.

Quand’era arrivata la copia di io non ero così emozionata.
Ero frastornata, non sapevo cosa per potesse mai significare aver pubblicato un .
Ero arrabbiata con me, anche: senza avere abbandonato un’ (quella di giornalista), mi mettevo a giocare con un’altra, quella della «scrittrice»?

Ho voluto tanto bene a Strippani, che a distanza di tempo ho realizzato essere il vero protagonista della mia prima storia pubblicata; ma proprio tanto bene.
Ma non so se, nell’ipotesi in cui egli effettivamente esistesse qui e ora in questa vita, io andrei a bere un caffè con lui con lo stesso entusiasmo con cui seguirei l’avvocato G. dovunque volesse condurmi.

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