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gianna, il sesso, i figli e la natura

• giovedì, agosto 26th, 2010

Su Gianna Nannini e la sua gravidanza, due parole ben centrate sull’argomento specioso della «naturalità»:

Cosa dovremmo fare, noi donne e uomini del XXI secolo, nei 45 anni che nel frattempo abbiamo guadagnato rispetto ad Adamo ed Eva e ai nostri bisnonni, se non sperimentare “nuove naturalità”?

Il testo integrale di Gennaro Carotenuto è qui.

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buon compleanno, giovanni

• domenica, agosto 22nd, 2010

Undici anni fa a quest’ora mancavano pochi minuti al momento in cui mio figlio – per l’immaginazione che me ne sono sempre fatta, naturalmente non scientifica – grattò con le unghiette dei piedi e «ruppe le acque».

La sensazione di serena inevitabilità che ho provato in quel momento non l’ho riprovata mai più. Mai più, intendo, accoppiata con un sentimento di sincronia con l’universo e con una totale e incondizionata fiducia nel futuro.

Andando all’ospedale, mentre Marco strombazzava per farsi largo, pensavo che di lì a poco avrei conosciuto mio figlio e la città mi sembrava trasfigurata e illuminata da questa mia consapevolezza.

L’ultima immagine prima dell’anestesia generale – era podalico, e il cesareo era stato qualificato d’urgenza – è stata un prato verdissimo e fresco. Il vento muoveva i fili d’erba e li faceva diventare lucidi.
«Siamo nelle vostre mani», ho detto ai medici in sala parto.

E quando mi sono svegliata avevo un figlio, e Marco era diventato un padre.

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repetita

• giovedì, agosto 12th, 2010

Ci son volte che una si rilegge e dice a sé stessa «sì, questa cosa va detta adesso, questo è il momento giusto».
E così, quell’una pensa che forse può anche copiare un vecchio post che ha un suo perché esattamente adesso, mentre in testa le ronzano le questioni relative alle istituzioni, alla democrazia rappresentativa e alla democrazia diretta, a un tipo di giornalismo che diventa sempre più difficile da digerire senza sofferenza…

Ecco qui il vecchio post.

l’authority di barbarella yè-yè

Ero in macchina e m’è capitato di sentire per radio un pezzo della trasmissione di Barbara Palombelli.
L’ospite con la quale parlava era .
A volte un cognome solo non basta a dire chi siamo.

La FKPS è stata presentata dalla moglie di Francesco Rutelli come «presidente dell’Authority Pari e dispare», come se il comitato presieduto dall’ex moglie dell’ex ministro del governo Prodi fosse un organismo istituzionale dotato di un effettivo potere ispettivo e di sanzione sulle disparità di trattamento fra uomini e donne nel mondo del lavoro.
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la mia trinità maschile

• venerdì, giugno 11th, 2010

Ho sognato che io, Marco, Giovanni, mia madre e mia zia andavamo in un prato bellissimo, lucido di verde.
C’era un sole fantastico, il cielo era azzurro.
Noi donne eravamo vestite di chiffon, con grandi cappelli a larghe tese, come se dovessimo andare a uno di quegli eventi mondani anglosassoni dove ci sono cavalli e affini.
Prima di celebrare quest’evento festoso che non sapevamo quale fosse, dovevamo però salutare meglio mio zio, il fratello di mia madre morto da poco, perché non eravamo soddisfatti di come l’avevamo salutato.

Allora un tale vestito in modo grottesco, come un cameriere sulla scena di una commedia, e truccato di nero sugli occhi, con le guance fucsia-rosse dei clown, ci ha portato la bara.
Gli era leggera, tanto che l’ha messa verticale senza sforzo davanti a noi.
Sul coperchio c’era una statua a grandezza naturale. Mi ricordava le cose etrusche, solo che questa statua era distesa sulla schiena.

Ha cominciato a guardarci muovendo gli occhi qua e là.
Poi ho realizzato che era tutto il volto a diventare espressivo, con la stessa concentrata e allegra lentezza con cui – handicappato – comincia uno dei suoi lunghi sorrisi di affetto quando ci vede.
Il volto, come imprigionato in una fissità necessaria, è diventato luminoso.

Mi dava l’impressione che mio zio diventasse sempre più lieto, sempre più benevolo, sempre più indulgente.
Senza parlare diceva «lo so che avevate ragione, quando mi dicevate che non dovevo affrontare le cose così di petto e io mi arrabbiavo; so che dovevo essere più gentile con me stesso».
Che sguardo felice di vederci, e sereno, e paterno.

A un certo punto quella statua si è manifestata anche come , che è morto quando avevo 18 anni.
Non so che cosa mi ha fatto pensare che «contenesse» anche ; ma c’era anche lui.

Era la mia trinità maschile, insomma.
.
Mio zio, che mi ha portato non all’altare perché non mi sono sposata in chiesa, ma alla stanza del municipio dove mi aspettava Marco.
, l’unico dei tre vivo; una persona per la cui vita ho temuto fin da quando lui è nato, quando avevo cinque anni e un po’.
La mia trinità maschile di vivi-morti.

Il mio passato, porzione maschile.
Chissà qual è la cosa con cui sto facendo i conti inconsapevolmente.
Chissà perché questo sogno l’ho fatto a Dublino, che evoca la parte femminile e materna di me e della mia storia.

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parole sante

• giovedì, marzo 18th, 2010

Livia Turco sullla decisione con la quale il Consiglio superiore di sanità ha stabilito che la pillola abortiva non può essere somministrata alle donne in regime di day hospital:

Dubito che il consiglio abbia preso questa decisione in scienza e coscienza. La scelta di somministrare la pillola abortiva solo in ricovero ordinario è una saga (credo si possa intendere come «sagra», ndr) dell’ipocrisia: significa che le donne usciranno dall’ospedale dopo aver firmato le proprie dimissioni e questa non è certo la via per tutelare la loro .

Io diffido sempre di chi vuole scegliere al posto mio.
Sono maggiorenne, capace di badare a me stessa: che nessuno si di dirmi cosa devo fare quando una decisione riguarda solo ed esclusivamente la mia vita personale.

L’illustrazione del post è un particolare della terza pala (L’inferno) del meraviglioso trittico (qui visibile con splendido effetto zoom) «Il giardino delle delizie» del fiammingo Hieronymus Bosch (1450-1516), custodito al Prado di Madrid.

Quando l’ho visto dal vivo, e tutte le volte che lo rivedo in foto, mi domando – ed è possibile che sia una domanda cretina, non intendo negarlo – come sia stato mai possibile che quest’uomo abbia «visto» la psicoanalisi quattrocento anni prima di Freud.
La Grecia, lo so; gli archetipi, lo so; e la componente alchemica, lo so.
Però…

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testosterino

• domenica, febbraio 28th, 2010

«Mamma!!!», sento. «Mammaaa!».
Vedo arrivare Giovanni in mutande, a torso nudo.
«Senti qui! Senti qui!», mi dice concitatamente alzando il braccio e offrendo l’ascella alle mie narici, gli occhi brillanti di una luce speciale.
Annuso.
Lo guardo.
Sovreccitato.
«Hai sentito l’odore di sudore? Sto diventando grande!!!».

Puzza davvero. Pochino, ma puzza.
Sta diventando grande.
Sì.
O ca***.

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l’authority di barbarella yè-yè

• martedì, gennaio 19th, 2010

Ero in macchina e m’è capitato di sentire per radio un pezzo della trasmissione di Barbara Palombelli.
L’ospite con la quale parlava era .
A volte un cognome solo non basta a dire chi siamo.

La FKPS è stata presentata dalla moglie di Francesco Rutelli come «presidente dell’Authority Pari e dispare», come se il comitato presieduto dall’ex moglie dell’ex ministro del governo Prodi fosse un organismo istituzionale dotato di un effettivo potere ispettivo e di sanzione sulle disparità di trattamento fra uomini e donne nel mondo del lavoro.

In realtà, questa che la Palombelli chiama «authority» – se ne legge qualcosa qui – è, regolarmente costituita davanti a un notaio, un’associazione di private cittadine che non ha alcun titolo ad agire in nome e per conto di nessun organo istituzionale.
Possono eventualmente – ma non lo faranno – esercitare un sorta di vigilanza di carattere genericamente politico, e rivendicare a sé la funzione di una informale.

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il diritto alla maternità

• martedì, gennaio 12th, 2010

La Russia, Paese sorprendente.

RUSSIA:MADRE SINGLE STERILE,SUO FIGLIO DA UTERO AFFITTO/ANSA
DUE SENTENZE RIVOLUZIONARIE. PATRIARCATO SPIAZZATO
(ANSA) – MOSCA, 12 GEN – Anche una donna single sterile ha il diritto di vedersi riconoscere come figlio legittimo il neonato messo alla luce da un’altra donna che ha messo in affitto il suo utero: è la sentenza rivoluzionaria di due tribunali, uno di Mosca e l’altro di San Pietroburgo, che trasformano la Russia in uno dei pochi Paesi al mondo dove la legge tutela il diritto di ogni donna alla maternità, a prescindere dal suo status civile. Una svolta giuridica che coglie in contropiede la Chiesa ortodossa, già ripetutamente espressasi contro l’utero in affitto anche per i coniugi regolarmente sposati.
(…)
«L’art 35 dei Principi della legislazione russa sulla tutela della dei cittadini – osserva il direttore della società di consulenza legale, Rosiurconsulting Kostantin Svitniev – prevede che ogni donna in maggiore età abbia il diritto alla fecondazione artificiale e all’impianto (intende “trasferimento”, ndr) dell’embrione: ciò significa che una single ha il diritto di diventare madre quanto una donna sposata. La legge russa – precisa – non prevede alcun divieto o limitazione e quindi non è ammissibile alcuna discriminazione di tipo coniugale».

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a mio figlio

• giovedì, dicembre 31st, 2009

Grazie perché rimandi indietro verso i miei occhi l’immagine di una donna che è madre in un modo caldo e indulgente, e femminile; e sai far giustizia delle mie paure di non essere abbastanza per te dicendomi apertamente che non lo sono o abbracciandomi perché invece mi senti.

Perché non ti vergogni di dirmi le cose, e trovi il nome per i sentimenti, e me li dici anche se sembrerebbero non farti onore.

Perché hai il coraggio di ignorarmi, di mandarmi al diavolo, e di cercarmi.

Perché il tuo cuore legge quelli delle altre persone, piccole e grandi, con passione, acume e rispetto.

E perché sai vedere la bambina che mi porto dentro, e la tratti bene; meglio di come chiunque l’abbia trattata mai.

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donne da negare

• giovedì, dicembre 3rd, 2009

luna

Per il nostro ministro della sanità le donne non hanno diritto all’.

ABORTO:; AIFA CONFERMA DELIBERA; ,NON BASTA/ANSA
MINISTRO, CHIAREZZA SU NECESSITÀ RICOVERO O AZIONI CONSEGUENTI
(ANSA) – ROMA, 2 DIC – (…) «Se non si riscontrerà la effettiva, diffusa, pratica del ricovero ospedaliero ordinario per le persone sottoposte ad aborto farmacologico, si evidenzierà una manifesta incompatibilità con la legge 194, di cui dovrebbero prendere atto Parlamento e Commissione europea per le decisioni conseguenti».

Come se all’aborto (farmacologico o chirurgico) potessero sottoporsi esseri umani indifferenziati, o esseri umani maschi.
Per noi non siamo donne, ma «persone».

Si potrebbe discutere (qualcuno disposto a farlo, soprattutto nell’alveo dell’acqua dolce cattolica, o del debito alla tradizione a-sessuata della classicità non religiosa, certamente ci sarà) sul fatto che – accidenti – «persona» è molto di più che semplicemente «donna».

Forse.
Non lo so.
Ma a maggior ragione quando si tratta di gravidanza e maternità non riesco a pensare che una donna sia «neutra» solo perché a qualcuno, tra cui , il potere femminile di dare e togliere la vita fa tutta questa paura.

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sacconi e le sue roccelle vogliono il nostro sangue

• giovedì, novembre 26th, 2009

vampiro30 luglio 2009, parere dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco: «La potrà essere utilizzata in Italia solo in ambito ospedaliero, così come la legge 194 prevede per le interruzioni volontarie di gravidanza», e preferibilmente «entro la settima settimana».

Per l’aborto chirurgico la legge 194 stabilisce il limite generale della dodicesima settimana.
Dunque l’Aifa introduce due parametri restrittivi: l’uso ospedaliero e il limite della settima settimana.

26 novembre 2009, articolo di Repubblica.it: «La commissione Sanità del (…) chiede al governo di fermare la procedura di immissione in commercio della pillola abortiva in attesa di un parere tecnico del della circa la compatibilità tra la legge 194 e la ».
«Non c’è dubbio», prosegue l’articolo, «sul fatto che dall’esecutivo verrà rapidamente una risposta positiva alla richiesta della Commissione. Il ministro aveva espresso fin dall’inizio le sue perplessità. Secondo la maggioranza, infatti, con la , l’interruzione di gravidanza diventerebbe molto più facile rispetto alle procedure previste dalla legge sull’aborto».

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