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a facebook sono impazziti

• sabato, agosto 7th, 2010


Clicca sulla foto per allargarla.

Non vado su da giorni e giorni.
E se ci vado, ci sto il tempo necessario a rispondere a un messaggio la cui esistenza mi è stata notificata via mail.

Poco fa volevo mandare un messaggio a un amico, ma – dopo aver cliccato su «invia» – una finestrella mi ha avvisato che uno o più indirizzi mail erano scorretti.
Il rilievo è francamente incomprensibile, perché io ero semplicemente andata sulla bacheca del mio amico e avevo cliccato su «invia un messaggio a …».
Non avevo digitato alcun indirizzo, intendo.
Era che s’era fatto tutta una sua storia.

Ho provato comunque tre volte a inviare il mio messaggio, pensando che il problema fosse in un qualche baco di .
E invece, ecco che si scatena e mi intima – finestrella in campo rosso: allrame, massimo allarme, sirene che suonano, poliziotti che preparano la pistola – di fermarmi, perché sono una : la mia facoltà di inviare messaggi è stata disattivata, e devo stare contenta se non mi disattivano l’account.
Ma scusate, bella gente: se il vostro sistema di messaggistica non funziona io cosa c’entro? Che colpa ne ho?
Vi siete bevuti il cervello?

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associazioni di idee

• domenica, maggio 23rd, 2010

La prima parola del titolo è «mamma».
Il sottosenso è molteplice.
C’è un «ma come? Sei mamma e non ti basta? Vai a pensare al turgore del (e niente dici nemmeno a tuo marito, vedi qui), quando dovresti goderti le gioie della maternità?».

C’è come una censura implicita, come se le diciottenni che vanno in tv avessero il diritto di rifarsi il e lei no. Certo: tutti pronti a dire alle ragazzine di non rifarsi il ; però quando vanno al Grande fratello con le loro superdotazioni finisce che diventano famosette…
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un adorabile moralismo

• lunedì, marzo 15th, 2010

Ho letto ieri, prima sui nostri quotidiani e poi sul Sunday Times, la notizia che una clinica britannica mette in palio la possibilità di aggiudicarsi (immagino per estrazione a sorte) ovociti di donatrici americane giovani, magre, non fumatrici e acculturate.

La donna che si aggiudicherà il premio potrà scegliere – ma negli , dove, in una clinica «sorella» della clinica britannica, si svolgerà ogni cosa – la razza della donatrice e le sue caratteristiche fisiche, e decidere il sesso dell’embrione (se l’embrione diventerà essere umano o no non si può dire, dunque è scorretto parlare di selezione del sesso del «bambino»).

In Gran Bretagna l’ovodonazione è legittima, solo che le donatrici non possono venire pagate – negli Usa sì, ed è questo pagamento che la vincitrice della lotteria potrà evitare, insieme, suppongo, alle spese mediche generali – e devono sottoscrivere il consenso a essere identificate e contattate da qualunque ipotetico loro figlio, quando il figlio avrà compiuto diciott’anni.

Oggi sul Corriere, Adriana Bazzi scrive che l’operazione

«dovrebbe far riflettere chiunque voglia un figlio ad ogni costo, e per di più scelto in base ad un baby profiling».

Non conosco la storia personale di Adriana Bazzi, e vorrei anche aggiungere che tutto sommato non è importante saperlo.
Ma mi piacerebbe sapere – questo sì – cosa le fa pensare che chi desidera un figlio «ad ogni costo» non abbia riflettuto abbastanza e abbia bisogno del suo consiglio non richiesto.

Mi piacerebbe sapere cosa significa per lei «ad ogni costo».
E che legame lei pensa ci sia – concettuale, dico; logico – fra il «volere un figlio ad ogni costo» (accetto per brevità la sua locuzione anche se non la comprendo fino in fondo) e il partecipare a un programma di baby profiling.

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ma mi faccia il piacere, crociata

• venerdì, ottobre 23rd, 2009

in_che_senso?

Ma se la Ru486 si potrà somministrare solamente in ospedale, e se significa – banalizzando – staccare i macchinari, che cosa c’entrano i farmacisti?

Questo, direi, è uno dei più tipici esempi di adesione (in evidente malafede, peraltro) a una parola d’ordine che deve unicamente servire a mobilitare le risorse emotive della gente, e a rendere ancor più stretti i margini di praticabilità. Le parole del signor Crociata sono completamente prive di senso.

Oltre al resto, sono anche estremamente offensive: «Il diritto-dovere» (attenzione: il contenuto è già slittato dall’area semantica della facoltà a quella del diritto, e infine addirittura a quella del dovere…) «all’obiezione di coscienza non riguarda solo i farmacisti cattolici ma tutti i farmacisti, perché la questione della vita e della sua difesa e promozione non è una prerogativa dei soli cristiani. Anche se dalla fede riceve luce e forza straordinarie, essa appartiene ad ogni coscienza umana che aspira alla verità ed è attenta e pensosa per le sorti dell’umanità».

Traducendo: i farmacisti che – non si sa come, davvero – collaborano «direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che hanno per scopo scelte chiaramente immorali, come per esempio l’aborto e l’» possono esclusivamente:
a) non avere coscienza umana;
b) avere coscienza umana che non aspira alla verità;
c) non avere a cuore le sorti dell’umanità;
d) non essere nemmeno «pensosi».

Che cuore tenero, eh, questo Crociata.
Che senso paterno.
E il bello è che non c’è nessuno che, con la semplice forza di una domandina, lo spinga verso la realtà…

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il «gesto folle» e la mancanza di rispetto

• domenica, luglio 19th, 2009

gesto_folle
Sulla decisione di quella donna che ha ucciso la figlia di cinque mesi che aveva la sindrome di Down, leggo questo sulla Repubblica:

La donna – maestra d’asilo, amante dei bambini, madre anche di un bambino di 5 anni – non era riuscita a superare il trauma della nascita di una bimba disabile e ieri sembra aver ceduto alla propria disperazione. (… ed) è nel dolore di questa donna che non riusciva ad accettare la nascita della figlia che bisogna indagare.

«Superare il trauma».
«Accettare la nascita della figlia».
Che parole violente, stupide, liquidatorie, semplicistiche e irrispettose.

Chi può pensare che sia possibile accettare la nascita di un figlio Down? O superare il trauma?
Chi può credere che basti un’azione intenzionale (accettare la nascita, superare il trauma) ultimata la quale la disperazione – puff – è scomparsa e non c’è più?

Chi può escludere che questa donna avesse compreso quanto difficile sarebbe stato il futuro della sua bambina, suo, dell’altro figlio e del marito?
Non dico che sia andata così, ma perché – mi domando – invece di pensare che l’omicidio e il siano nati da una profonda consapevolezza della presumibile tragedia futura, viene così semplice e autoassolutorio pensare che questa donna abbia ucciso e si sia uccisa perché non aveva il fisico per sopportare il passato e il presente?

Quanto facile moralismo autoassolutorio.
Era lei che doveva accettare la nascita di una figlia Down.
Era un problema suo.
Io giornalista, io osservatore, io vicino di casa, io pezzo di società, io conoscente, io non c’entro: non ho nessun dovere di rendere un po’ più facile la vita a questa donna e alle altre donne così intaccate negli affetti più profondi.
Non ho nessun dovere di rendere più facile la vita delle persone handicappate, ostaggi perpetui di uno sciagurato sistema di cosiddetti servizi sociali che piallano come rulli compressori i cuori di chiunque passi per i loro nauseanti e riprovevoli artigli.

Era lei che era depressa.
Non io vicino, io giornalista, io conoscente, io vicino di casa, io pezzo di società, a non aver fatto un ca***.
È questo il motivo per cui possono parlare – vergognosamente – di «».

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milano (si) beve (il cervello)

• venerdì, luglio 17th, 2009

Da qui:

Da lunedì 20 luglio a Milano i giovani sotto i 16 anni non potranno più acquistare né consumare alcolici in strada o nei locali: se trasgrediranno, i genitori saranno sanzionati con una multa di 450 euro, così come i commercianti che violeranno la disposizione.

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eluana, una lunga digressione su di me

• giovedì, febbraio 5th, 2009

la_mia_vitaC’è qualcosa di osceno, di tracotante, di estremamente violento, di integralista, di cieco, cupo, autolesionista in quelle persone di cui parla questo pezzo del Corriere.it.

Sono genitori che hanno portato in piazza i loro handicappati, o «malati», per dire al padre e alla madre di Eluana che sono due assassini, e per dirlo scagliando loro addosso con tutta la violenza dell’integralismo sordo e cieco alle ragioni di chiunque altro il peso, il peso fisico, dei loro branditi come arma di distruzione di massa.
Anzi: come bombe al fosforo bianco, perché continuano a bruciare anche dopo.

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la chiesa ha dei gran bei difensori

• giovedì, gennaio 22nd, 2009

gabriella_carlucci
Lo faccio?
Non lo faccio?
Lo faccio.

ELUANA: CARLUCCI (PDL), BRESSO NON DIMENTICHI RUOLO PUBBLICO
(ANSA) – BARI, 22 GEN – «La Governatrice Bresso dovrebbe tenere un comportamento più responsabile ma soprattutto non dimenticare il ruolo pubblico che ricopre»: lo afferma a proposito della vicenda di Eluana Englaro il deputato del Pdl , vicepresidente della Commissione bicamerale per l’Infanzia. «Non credo – dice la parlamentare – che la maggioranza dei cittadini piemontesi l’abbia eletta per propagandare la cultura della morte, contravvenire a quanto stabilito dalle leggi italiane in materia di , offendere pesantemente un alto rappresentante della chiesa cattolica». «Quella sinistra che si batte per l’affermazione della libertà religiosa nel nostro Paese – prosegue – oggi, per bocca della governatrice Bresso, non esita a coprire di insulti il Cardinal Poletto. Palesi contraddizioni di un’opposizione che, schiava dei propri retaggi e pregiudizi anticlericali, offende chiunque lotti per difendere il sacro valore della vita ed il principio della sua intangibilità».

Dal che si desumono almeno sei cose:
a) la Bresso è irresponsabile. Il che è un insulto stricto sensu;
b) Eluana, o la Bresso, o Poletto sono infanti (la Carlucci presiede la commissione per l’Infanzia, non quella per i rapporti tra vescovi, presidenti di Regione e donne in stato vegetativo);
c) dire che l’Italia non è il Paese degli ayatollah equivale – grazie, Gabry, per avermi aperto gli occhi – a insultare pesantemente un alto rappresentante della chiesa cattolica (col che indirettamente si potrebbe dire che insultare pesantemente un basso rappresentante della chiesa cattolica è meno grave);
d) auspicare il rispetto di una sentenza è propagandare la cultura della morte;
e) non si dà possibilità di un giudizio negativo sui preti: per Gabriellina Carluccina chiunque abbia qualcosa da dire sui ragazzi con le gonne è vittima – ahilui – di un pre-giudizio. Escluso, completamente escluso, che sia un giudizio basato su argomenti fondati, perché sulla chiesa cattolica nessuno è autorizzato ad avere giudizi critici;
f) visto che, a giudizio di Gabriellina, non essere d’accordo con lei – e in subordine con Poletto e Ratzinger – significa offendere «chiunque lotti per difendere il sacro valore della vita e il principio della sua intangibilità», volevo dirle che in nome del sacro valore della vita (di Eluana, di Beppino, della madre di Eluana, e di tutti i laici di questo sfortunatissimo Paese) e del principio della sua intangibilità, sarebbe bellissimo se lei avesse la buona grazia di tacere.

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in lode di isabella bertolini

• mercoledì, gennaio 21st, 2009

miss_isa_con_miss_mara

Devo confessare che io resisto a tutto, perfino a Cicchitto e Schifani, ma non alla forzista .
Io credo che in natura non esista nessuno come lei, qui fotografata accanto a miss Mara.

Un esempio dall’Ansa di oggi: «È in atto un cinico accanimento istituzionale di alcune Regioni italiane per accaparrarsi lo sciagurato primato di fare morire Eluana di fame e di sete».

Irresistibile.

Ieri aveva detto questo (per favore, date sempre un occhio alle maiuscole): «La degenerata gara in atto tra Presidenti di Regioni governate dalla sinistra per uccidere Eluana Englaro sul proprio territorio è davvero angosciante» (intendeva dire che non è angosciante per finta, credo).

L’altro ieri questo: «Sono i cittadini per bene, quelli che hanno lavorato tutta la vita, che si conquistano il diritto ad una pensione. Di sicuro non si possono dare premi ai terroristi».

Il 18 ha sostenuto questo: «Non sapendo più che dire o fare, il sedicente segretario del Pd non trova di meglio che inventarsi una sterile polemica contro il ministro Sacconi» (sedicente segretario???).

E il 17? Potrebbe mai aver taciuto, il 17? Ma no! Il 17 ha parlato di Gaza: «Ora che Hamas ha rotto la tregua, quale nuova elucubrazione si inventerà D’Alema per giustificare il lancio dei razzi contro Israele? La violazione di Hamas dimostra, una volta di più, che con i terroristi non si può trattare».

Il 16 ancora Eluana (notare la finezza di «decisione a»): «Dopo la decisione della clinica di Udine a non ospitare Eluana Englaro nel suo calvario di morte prescritto dalla magistratura, non dovrà essere una struttura dell’Emilia-Romagna a proporsi per interrompere alimentazione e idratazione. Ora ci aspettiamo che anche il presidente della Regione Vasco Errani intervenga ufficialmente e dica no».

Il 15 porta soccorso (ma gliel’hanno chiesto?) al grande Frattini in relazione al rapporto Hammarberg sul razzismo in Italia: «Dopo la campagna di insulti contro l’Italia della scorsa estate, il recidivo Hammarberg prosegue oggi con quella d’inverno. Non è la prima volta che questo signore (notare il preziosismo della citazione berlusconiana, ndr) si lascia andare a giudizi sprezzanti nei confronti del nostro Paese. Bene ha fatto il ministro Frattini a dare un severo altolà a Hammarberg» (che irritazione quest’inversione con cui si pensa di parlar polito: «bene ha fatto», invece che «ha fatto bene»).

M’è rimasta la curiosità di vedere la faccina di Frattini nell’atto di intimare il severo altolà.
Quella di Hammarberg posso immaginarla.

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ma il cielo è sempre più blu

• venerdì, novembre 28th, 2008

«C’è chi fa un decreto, guarda con ottimismo al futuro e chiede in Parlamento collaborazione all’opposizione, e c’è chi sciopera», dice Brunetta.

Se è per questo, ministro, le è sfuggito che c’è anche chi mastica la ciunga, chi dorme, chi piglia pesci, chi fa la spesa, chi passeggia, chi va dal dentista, chi sta sul treno…
Si figuri che c’è perfino chi rompe il c**** con moralismi da strapazzo…

Scusi?
Come dice?
No, assolutamente!
Non ce l’ho con lei, ministro.
Non mi permetterei mai.

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si autocensuri chi può (che noi abbiam già dato)

• mercoledì, novembre 19th, 2008

Non ho visto la trasmissione né la scenetta: però il fatto che l’ex senatrice di destra Maria Burani Procaccini dica che quando la Canalis travestita da Hunziker «calpesta un senzatetto, poi non dobbiamo stupirci se nella realtà si arrivi a dargli fuoco», mi spinge a volerle chiedere molto rispettosamente se lei non pensi che la sua parte politica calpesti i senzatetto non con il tacco a spillo dell’ex Velina ma togliendo loro qualunque diritto ad esistere, in quanto elementi di pericolosa turbativa della regolarità richiesta a ogni buon cittadino.

«Un pochino di in più non guasterebbe», dice la BP.
Sono completamente d’accordo.

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