header image

cambiare

• giovedì, luglio 8th, 2010

Un’amica ha lasciato il lavoro, aveva un contratto a tempo indeterminato e lavorava là da più di dieci anni.
Un amico smette di cercar strade pervie nei giornali italiani (gli sembrano lastricate maluccio), e progetta di andarsene a vivere nel sudest asiatico.
Un altro amico se n’è andato l’anno scorso dalla sua città, lasciando un posto precario ma pieno di promesse in un’agenzia prestigiosa, ha cambiato luogo, lavoro e identità.

C’è un momento in cui ti guardi allo specchio e ti chiedi: ma io voglio veramente questo?
Quale che sia, non è questa risposta a fare la differenza, perché la questione è se sei pronto a prendere atto del tuo «sì», del tuo «no», del tuo «sì, però», del tuo «no, però».
Se la paura è passata, o sta passando, o è lì e tu hai bisogno di lei perché lei è più affidabile di te.

Ma quando sei pronto, quello è un grande momento.
Lì ricomincia la .

Tags: , , , , , ,

Post correlati


osteria locomotiva

• sabato, maggio 8th, 2010

Volevo ringraziare sindaco e giunta per avermi regalato – è mezzanotte e mezzo – il suono cristallino di gente che urla, la ninnananna delle voci ubriache, il frastuono rock dei bastardi che litigano, si mandano affanculo, si tengono la pancia come se fossero pronti a vomitare e sono prossimi, proprio qui sotto la mia finestra, a prendersi a cazzotti per una cosa che mi pare sia un mazzo di chiavi.
Grazie sindaco, grazie giunta.
Dormivo.
Grazie, sindaco e giunta, di avermi fatto svegliare dai vostri elettori.

Grazie dei tendoni non autorizzati dalla Soprintendenza, delle casette di legno; delle feste dei formaggi sardi calabresi piemontesi di ogni settimana; della sagra del carciofo; dell’animazione con cui si tiene viva la sezione gastrointestinale della città.
Di quell’aria di osteria che date a qualunque cosa organizziate, perché il buon gusto vi pare quella cosa da fighette che finalmente non dovete più vergognarvi di non avere mai posseduto.
Grazie della festa della birra.

Grazie dei cantieri di lavori stradali dappertutto, tutto dinamismo economico, che bello muoversi col brivido, e togli il sampietrino e rimetti il sampietrino, e chiudi la strada e riapri una corsia della strada e richiudi la strada e inverti il senso unico e riapri la strada dal lunedì al mercoledì ma col divieto di sosta e richiudi la strada e rimetti il sampietrino e metti il senso unico alternato dalle sei alle sette dei giorni dispari valido solo per quelli coi capelli neri e niente cartelli stradali perché qui è come Falqui basta la parola, quella del vigile che ti cazzia o ti multa, e comunque perché spendere soldi coi cartelli quando senza mettere i cartelli puoi guadagnare soldi con le multe; e asfalta lo stradone e metti il sampietrino e alza la recinzione e metti il cartello del direttore dei lavori e finisci di asfaltare lo stradone e lasciaci pure il mercatino del venerdì perché i commercianti devono pur sopravvivere e poi tutto è perfetto perché mentre sei in coda fermo da un chilometro scendi un attimo lasci l’auto in moto così l’aria diventa più densa e interessante e ti compri le mutande al banchetto e l’indotto non ne risente e siamo tutti più ricchi e l’economia gira perché qui non c’è la crisi siamo nella locomotiva d’Italia mica in Grecia o in terronia da quei bastardi inutili buoni solo a succhiare i soldi alla gente che nella locomotiva si fa il culo.

Grazie.
È così intrinsecamente giusto che una donna abbia paura di rientrare a casa da sola.
È una questione economica: sennò cosa cazzo le paghiamo a fare le miste e le ronde, eh?, se nessuno ha paura?
E un po’ di ubriachi non sono perfetti per far venire un po’ di paura?

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Post correlati


habemus novum papam

• sabato, marzo 20th, 2010

Non riesco a crederci.
Preghiera.
Giuramento.
Missionari.
È un incubo.
Siamo circondati da idioti incoscienti.

Per fortuna che – a guardar qui – risulta che non siano poi così tanti.
Grazie ad albertoboh per la misurazione e a Sandro Gilioli per le foto.

Tags: , , , , , , , , , ,

Post correlati


ed è ancora amore, amore, amore

• mercoledì, dicembre 16th, 2009

Mi sento poco bene.
(Grazie a Giulio Mozzi)

Tags: , , , , , , ,

Post correlati


le minacce fasciste di bossi

• mercoledì, ottobre 7th, 2009

gente_che_fa_pauraDedicato a chi continua a credere che quelle di Bossi e della Lega siano uscite folkloristiche.
A chi pensa che Berlusconi parla parla parla ma non fa niente.
A chi dice che il governo in carica non ha cambiato questo Paese.

Per ricostruire senso dello Stato, senso delle istituzioni, ridare coerenza all’ordinamento, restituire dignità al discorso pubblico, ricucire significato politico attorno alle parole ci vorranno decenni.
Mio figlio pagherà le conseguenze di questa putrefazione per tutta la sua .

Tags: , , , , , , ,

Post correlati


il mio gatto è morto e lo stato non fa niente

• giovedì, agosto 13th, 2009

lo_stato_si_svegli

Una volta si chiedeva l’intervento dello Stato sulla mafia, o sulle stragi, o sulla miseria.
Adesso, con significativa scelta del verbo, si chiede allo Stato di «svegliarsi» per dei in casa.

Mi sembra un segno dei tempi.
Cosa dovrebbe fare, lo Stato, più che prendere le impronte ai rom, autorizzare le ronde, espellere gli , costringere i a tenersi le loro malattie per paura di essere denunciati, aumentare a diciotto mesi la permanenza degli «» nelle carceri speciali, istituire l’«albo» dei come se fosse un ordine professionale?

Cosa dovrebbe fare?
Ripristinare la pena di morte con fucilazione sul posto ad opera del derubato?
È questione di pazienza: prima o poi arriverà anche questa legge.
Non bisogna aver fretta.

Tags: , , , , , , ,

Post correlati


pacchetto sicurezza

• mercoledì, luglio 22nd, 2009

ikea_sokkomb
Grazie a Daniela, che – su Facebook – mi ha reso possibile la conoscenza di questo meritorio ordigno.

Tags: , , ,

Post correlati


come potete dormire, la notte?

• venerdì, luglio 17th, 2009

Leggo la notizia di quel vicentino di 84 anni che si è barricato in casa – viene detto – e ha ucciso un carabiniere perché era sicuro che fosse uno dei ladri che da qualche tempo temeva si introducessero a casa sua.

Certo: fa molto caldo, e l’uomo ha una certa età.
Però non posso fare a meno di pensare che l’ossessione di proteggere la nostra roba ci sta distruggendo.
Che chi ci sta martellando con il tema della paura dell’intromissione dell’estraneo (in casa, in paese, in città, in Italia…) sia – se consapevole – un criminale; se inconsapevole, un troglodita decerebrato che meriterebbe di tornare nelle caverne da cui qualcuno l’ha fatto uscire spiegandogli che non era la merda che in cuor suo sapeva di essere ed effettivamente era, ma un uomo vero e proprio, come al contrario non potrà mai essere, campasse mille anni.

L’uomo ucciso aveva 42 anni.
Andate a dirlo alla moglie o ai figli – se ne aveva – che non è morto per colpa vostra, ma per colpa di un vecchio pazzo.
Sì. Così pazzo da aver preso sul serio le parole con le quali, giorno dopo giorno, avete tirato fuori da lui e portato allo scoperto pezzi sempre più grossi della paura su cui ha costruito a poco a poco la sua identità di cittadino e di persona.

Tags: , , , , , , ,

Post correlati


non è un paese per poveri

• lunedì, marzo 23rd, 2009

Ogni tanto è utile capire a che punto si è arrivati. Capire che essere poveri è considerato un comportamento illegale, e che c’è gente che, forte della sua posizione di potere, non si vergogna di dirlo. E non consola per niente la considerazione che a pensarla così siano in tanti, la maggioranza di quelli con cui condividiamo l’aria inquinata di questo Paese.

Copio – con dolore – da Agenzia quotidiana Verona Comune (i grassetti sono miei).

23/03/2009
“Il pacchetto sicurezza, voluto dal ministro degli Interni Roberto Maroni, è stato un passo in avanti fondamentale; occorre però un intervento legislativo che permetta ai Sindaci di colpire i fenomeni di illegalità con strumenti che, ove necessario, vadano anche al di là delle sole sanzioni amministrative”.

Lo ha detto il Sindaco Flavio Tosi intervenendo al convegno “Oltre le ordinanze. I sindaci e la questione della sicurezza urbana” tenutosi questa mattina a Novara e organizzato dall’Anci. All’incontro hanno preso parte tra gli altri il ministro degli Interni Maroni e i sindaci di Novara, Rivalta di Torino, Padova, Mantova, Vercelli, Alessandria, Varese, Modena, Piacenza, Genova e Torino.

“Proprio in questi giorni a ci sono persone, sia veronesi che comunitari, che sono state trovate a bivaccare e a comportarsi scorrettamente in centro città – ha detto Tosi -. La Polizia municipale è già stata attivata e abbiamo anche sollecitato un’azione più energica da parte delle altre Forze dell’ordine.

Quello che ancora manca è una norma incisiva che dia maggiori poteri ai sindaci e impedisca fenomeni di questo genere”. Tosi ha concluso ricordando che “giovedì prossimo si riunirà su nostra richiesta, in via straordinaria, il Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico, proprio per affrontare questo problema”.

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Post correlati


l’irlanda, il bisturi e la polizia

• domenica, aprile 13th, 2008

Avviso: questo post è piuttosto lungo.

Poco più di quattro milioni di persone; circa 54 abitanti per chilometro quadrato (In Italia sono poco meno di duecento); pianure, prati, scogliere, fiumi e laghi; poche grandi città; niente mafia, o ‘ndrangheta, o sacra corona unita. È l’.

Il Sunday Independent ha commissionato un sondaggio alla Millward Brown IMS ed è emerso ciò a cui l’edizione domenicale del quotidiano irlandese dedica un grande titolo in prima pagina («Crisi sociale: una nazione si guarda allo specchio»).

Secondo i due terzi degli intervistati, lo Stato non è in grado di ottenere risultati nella lotta al crimine organizzato, e solo il quattro per cento è di opinione contraria; circa il quaranta per cento dei cittadini interpellati dalla Millward dice che non si sente sicuro camminando per le strade dopo il tramonto, e più di metà si considera in pericolo se deve passare a piedi attraverso un gruppetto di ragazzi fermi da qualche parte a non fare niente.

In Italia la questione delle gang giovanili non è ancora considerata un’emergenza; ma penso che sia una questione di tempo: basta saper aspettare che qualcuno si renda conto di quanto grande sia il potenziale di mobilitazione emotiva ed elettorale che quest’argomento solleva in favore del partito o dell’uomo politico – di questi tempi non è che tra le due cose ci sia tutta questa differenza – che decide di utilizzarlo.
Ma non fa niente: al di là delle gang giovanili, quello che mi fa impressione non è nemmeno la consistenza numerica degli irlandesi spaventati, sebbene sia difficile dimenticare che – come avverte il giornale – il loro spavento cozza contro l’evidenza dei dati sull’effettiva entità dei reati, così com’è rilevata dalle statistiche.

Mi fanno impressione, in realtà, altri due paragrafi dell’articolo: «Ciò che dicono i numeri non ha alcuna importanza, né cambia quel che la gente pensa della propria sicurezza. L’inversione di tendenza potrà cominciare ad avvenire solo quando ci sarà l’evidenza tangibile del fatto che il governo è determinato a proteggere la dei suoi cittadini, e questa evidenza può derivare soltanto dalla presenza visibile di molti più agenti sulle strade. Parlare di numeri e di obiettivi è irrilevante. La prova non arriverà dalle statistiche, ma dal fatto che gli occhi dei cittadini vedranno effettivamente gli agenti in ogni città e in ogni paese fin dalle prime ore di ogni giorno del fine settimana».

È questo che mi fa un’enorme impressione. Il tipo di rassicurazione che viene richiesta – anche in , con i suoi quattro milioni di abitanti – non ha niente a che vedere con la , o con le strategie di governo di un territorio, o con l’effettività del diritto alla sicurezza (su cui pure avrei qualcosa da dire).

È una questione tutta emotiva.
Le persone non riescono a percepire la paura come un loro personale problema, e – posto che vivere comporta necessariamente l’accettazione di qualche rischio contro il quale occorre individualmente approntare misure di prima e minima difesa – non sono in grado di organizzare autonome forme di difesa dalla propria paura.

Così, invece di pensare di far qualcosa per se stessi, decidono che della loro paura si deve fare carico lo Stato. Anche perché qualcuno riesce a far credere loro che sì, la sicurezza è un diritto (e non, al più, una legittima aspirazione di cui nessuna strategia potrà mai garantire il raggiungimento definitivo e perenne); e che, sì, blindare porte e frontiere, balconi e terrazze, cuori e cervelli, case e palazzi, basta a tenere fuori il male. Il che peraltro adombra la tacita certezza che il «dentro» sia bene e il «fuori» sia male.

Se un partito promettesse di dare in carico al Servizio sanitario nazionale le spese sostenute dalle vip e dai vip per gli interventi di chirurgia estetica di ringiovanimento di volto e corpo, migliaia di saggi e moralisti direbbero che è una follia destinare a questo scopo gli introiti delle tasse pagate da tutti i cittadini.

Eppure, visto che neanche l’evidenza del fatto che i crimini non aumentano basta a tranquillizzarci, bisognerà pure che qualcuno dica che disseminare nuovi agenti qua e là per città e villaggi è inutile esattamente quanto un intervento di chirurgia estetica, che in effetti non può fare nulla contro la verità dell’età anagrafica.
Bisognerà pure che qualcuno dica che spendere soldi per dare a quaranta persone su cento una maggiore sensazione di sicurezza è uno spreco di proporzioni cosmiche, perché le altre sessanta persone si son gestite la paura per i fatti loro.

A dispetto delle apparenze, è proprio la stessa cosa che accade nel caso della chirurgia plastica: non tutti pensano di ricorrere al bisturi per dare una risposta al proprio terrore di invecchiare e di morire; e la maggioranza, pur ugualmente terrorizzata, gestisce la sua paura in proprio.

Sono convinta che militarizzare il territorio risponde allo stesso movente emotivo che spinge una persona a farsi lifting e botulino: ricevere una rassicurazione contro l’inevitabile rischio di vivere, allontanare il terrore.

Solo che non capisco perché una cosa si trasformi in discorso politico e l’altra no.

Tags: , , , , , , , ,

Post correlati