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appartenenza

• giovedì, settembre 9th, 2010

Quando l’ ha toccato terra è partito l’applauso.

Quel che è peggio è che mio figlio ha applaudito come un pazzo.
E quel che è ancora peggiore è che aveva applaudito forsennatamente anche all’andata.

Sono tornata.
Mi sento fisicamente male.

in .
di gas di scarico, cielo bianco-grigio, gente incazzosa.

Partendo, stamattina, veniva quasi da piangere a tutti e tre.
Beh.
Forse a me un po’ di più.

Mi fa tenerezza l’albero della , che si fa ombra da solo.

Ps. Sono così alla frutta che riesce a consolarmi perfino un editoriale di Sartori sulla democrazia diretta.

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asfissia italiana

• lunedì, giugno 14th, 2010

Sono tornata.
L’ rende fisicamente evidente la sensazione di asfissia.
Oggi pomeriggio, mentre stavo salendo sull’, ho alzato la testa e ho visto quel cielo, e mi sono sentita gli occhi pieni di lacrime.
Io non so cos’ha quel posto, non so cos’ha .
Ci son volte che non sopporto quel vento, quel clima, gli odori di quel cibo.
Però ogni volta che me ne vado mi viene da piangere.

mi ha accompagnato al «big blue bus» (come dice il suo nipotino Jack, un folletto di tre anni) al Bewley’s hotel di Leopardstown, e quando ci siamo salutate ci siamo commosse tutte e due.
Ha ragione la mia amica Barbara: certi congedi sono sorprendenti.

In mi sono fatta una bella chiacchierata con una hostess ungherese della che era fuori servizio e volava via Bergamo verso Bruxelles.
Molto interessante.
Aspirazioni di una trentenne in carriera, piena di entusiasmo e di carica.
È ancora convinta che al mondo ci sono cose giuste e cose sbagliate, e che il potere di cambiare quelle sbagliate sia nelle sue mani.
«Spero che la vita non ti tolga mai le motivazioni», le ho detto.
«Non lo farà», mi ha risposto. «Sono sempre stata così».
Io non ce l’ho avuto il coraggio di dirle che quando si tratta di motivazioni il problema non è mai come si è state, ma come si sarà.
Come si sarà condotte ad essere.

Mi sta suonando l’allarme del telefonino che mi avverte che domattina avrei lezione d’inglese (spostata anche questa).
Esattamente una settimana fa ero al Gaiety Theatre a vedere The Importance of Being Earnest.

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dall’aeroporto di dublino

• lunedì, novembre 9th, 2009

Giusto per dire che in tutto questo il wifi dell’albergo ha smesso di funzionare sabato, e pare che tutta la zona di St. Stephen’s Green fosse senza .
Sono all’aeroporto. Mancano un minuto e 58 secondi alla scadenza della connessione per cui ho pagato.
Tanto vi dovevo.

Aggiornamento.
Sono tornata.
Mi viene da piangere (e in effetti piango).

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mi dispiace così tanto che lei torni qui da dublino

• lunedì, dicembre 29th, 2008

Ho un’amica che vive a .
Non dico il suo nome perché non so se a lei fa piacere.
È arrivata in Irlanda quando la cosiddetta «tigre celtica» stava già ruggendo a volume un po’ più basso di quello a cui aveva abituato un’incredula Europa negli anni Novanta.
La nostra è una specie di amicizia strana, che si è nutrita di molte mail e qualche telefonata, nelle quali ci siamo raccontate un sacco di cose pur non avendo precedentemente condiviso pezzi di vita.

Ci siamo conosciute perché stavo facendo un – per ora sospeso, a causa della tristissima carenza (spero temporanea) di finanziamenti – sull’«» italiana in Irlanda; la prima volta che ci siamo incontrate ci siamo bevute qualcosa al Cafè en Seine, un bel locale su Dawson Street, a un passo da St. Stephen’s Green.
Ha detto «chocolate», mi ricordo, con un accento che – ho pensato in quel momento – io non riuscirò mai ad avere così perfetto. Fantastico.

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il molise, lo sviluppo e il bisogno di lentezza

• lunedì, luglio 14th, 2008

Posta molesta (tra cui un verbale del 2005 dei vigili urbani di Bagnolo Po: importo ben più che raddoppiato per un’infrazione che – se mai ho commesso – giace nel dimenticatoio sepolta da colpe evidentemente assai più gravi), caldo, casa disordinata, valigie da riaprire, panni e biancheria da lavare, e poi da stendere, e poi da stirare e infine da riporre.
E nessun posto per parcheggiare l’auto. Perché sarà anche lunedì – serata di tregua lirica – ma, come mio figlio ricordava benissimo (mio dio! Questo bambino mi preoccupa), stasera all’Arena c’è Panariello.

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