parole per riccardo
• venerdì, febbraio 26th, 2010È quasi un mese che, a 54 anni, è morto Riccardo, responsabile di lungo corso dell’ufficio dei correttori di bozze dell’Arena, uomo di grazia e di cultura, di origine toscana.
È arrivato il momento di pubblicare le parole che il 1° febbraio, nella chiesa di san Nicolò a Verona affollata di giornalisti (non è un particolare secondario), Marco Campedelli (che l’omelia ha scritto insieme al collega Roberto Vinco), ha detto di lui, della sua vita e della sua morte, nel giorno in cui Riccardo venne sepolto.
Siamo qui credenti e non credenti ma tutti pensanti, tutti con le nostre domande di senso… Tutti cercatori della bellezza, pellegrini dentro il mondo in cerca di parola autentiche.
La vita di Riccardo è stata a servizio della Parola.Lui si è lasciato portare nel grembo della parola, per rinascere ogni mattina; parola che per lui era anche ritmo, era musica.
Questa parola ha saputo anche caricarsi sulle spalle, quando l’ha trovata sul ciglio della sua strada, ferita.
Riccardo ha sperimentato quando questa parola sa curare la vita, sa guarire e rialzare. Sapeva però che era anche un dovere etico prendersi cura della parola, medicarla, rimetterla in piedi.Ascoltiamo una poesia di Mario Luzi, poeta non a caso, toscano anche lui, che ci può suggerire una direzione per riflettere intorno alla parola:
Vola alta, parola, cresci in profondità
Tocca nadir e zenith della tua significazione,
giacché talvolta lo puoi- segno che la cosa esclami
nel buio della notte
però non separarti da me, non arrivare,
ti prego, a quel celestiale appuntamento
da sola, senza il caldo di me
o almeno il mio ricordo, sii
luce, non disabitata trasparenza…Luzi denuncia una corruzione della parola che venga ridotta a mero segno, destituita di senso, «non più spirito ma lettera, e lettera morta».
Qual è il rischio, si domanda il poeta toscano. Forse proprio quello di «svuotare» le parole, «quando non c’è più rispondenza né nell’oggetto che essa [la parola] nomina né nell’uomo che riceve questa indicazione».
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