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diritti al macero

• martedì, novembre 10th, 2009

e_adesso?In giro c’è parecchia gente che sostiene che e il suo governo non abbiano fatto niente di concreto; che si siano occupati solamente dei problemi finanziari o giudiziari del piccolo imperatore, lasciando il Paese, negletto, in uno stato pietoso.

Vorrei far notare alle persone che la pensano così – che sono poi le stesse secondo le quali la Lega è puro folklore – che l’ingresso in scena di una specie di polizia privata in divisa, allo scopo di neutralizzare i diritti sindacali (che sono diritti pubblici), attesta la morte dei diritti non solo sindacali, ma anche politici.

Fare gli interessi di – ammesso che sia questo il punto centrale della politica, se così posso chiamarla, di questo governo – è la stessa cosa che rendere inguardabile questo Paese perché implica di necessità la corruzione del suo armamentario istituzionale.
Per ottenere il primo scopo è necessario uccidere le istituzioni e i nostri diritti.
Altro che «papi».

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e adesso?

• mercoledì, ottobre 7th, 2009

Per i tutto quel che è successo è questo.
- «Abolita la legge per l’immunità del primo ministro» (Bbc News, titolo di apertura); – «Rigettata la legge berlusconiana sull’immunità» (The Guardian, terzo titolo);
- «I giudici infliggono a una mazzata esiziale» (The Times, UK edition);
- « perde l’immunità giudiziaria» (Irish Independent, titolo di una breve);
- «I giudici italiani respingono l’immunità del primo ministro» (New York Times, titolo di apertura).

In sembra che sia successa tutta un’altra cosa.
- «La Consulta: illegittimo il , attacca Corte e Napolitano» (Il Corriere online, titolo di apertura);
- «La Consulta: il è illegittimo. : “Vado avanti, giudici di sinistra”. E attacca Napolitano: “Preso in giro”» (La Repubblica online, titolo di apertura).

Fa eccezione La Stampa, che online titola così il suo speciale: «La Consulta boccia il : “È incostituzionale”».

Per carità: i giornali italiani sono in condizione di vedere le cose più in profondità, registrando anche nei titoli l’intensità senza precedenti di un pericolosissimo e sconsiderato scontro istituzionale che dolosamente il nostro presidente del Consiglio non si fa il minimo scrupolo a incendiare, al contrario di ciò che sarebbe invece suo dovere di statista (e di uomo, aggiungo).

Ma ai – a cui pure, in altri articoli connessi al titolo principale, non sfugge la drammatica complessità delle possibili conseguenze politiche – pare risulti chiarissimo, patente, cristallino, ciò che noi sembriamo aver perso di vista: che la Corte costituzionale si è pronunciata tecnicamente su ciò su cui nessuno può sottrarle la giurisdizione.

Che ci siano conseguenze politiche – o meglio: da gestire politicamente – è chiaro; ma è altrettanto ovvio che la Corte costituzionale ha fatto il suo lavoro, che può piacere oppure no, ma non sembrerebbe legittimo qualificare semplicisticamente come un’azione pilotata di killeraggio politico.

Il passaggio è stretto. E sta reagendo con una violenza squadrista di valore storico.
Lui ha il potere, e si comporta – grida, insulta – come se non ce l’avesse; come se non potesse far altro che strillare perché all’oprar gli è chiusa ogni via. Come se qualcuno gli stesse togliendo il potere, o addirittura gliel’avesse già tolto.
E quindi si appella al cosiddetto «popolo» per ottenere dapprima l’irragionevole status di vittima, e poi lo spaventosissimo status di conducator.

E Ghedini, l’uomo per cui «la legge è uguale per tutti, ma non la sua applicazione» (come se la legge fosse un titoo di credito da negoziare al valore nominale), si profonde in un commento destinato a passare alla storia come quello dell’«utilizzatore finale».
Ecco qui: «Si pretende, contro la volontà popolare, che il presidente del Consiglio anziché occuparsi dei problemi nazionali ed internazionali, sia costretto a seguire evanescenti processi».

Lui ha, nell’ordine, deciso che:
1. la Corte «pretende», quasi che non avesse il diritto di sentenziare e stesse agendo in deroga ai suoi poteri;
2. sulla scheda elettorale ci fosse una casella che, barrata dalla maggioranza degli elettori, diceva «io non voglio che venga processato»;
3. il governo dello Stato tolga così tanto tempo ed energia a da impedirgli di affidarsi agli avvocati per la sua difesa nei tribunali;
4. i processi che riguardano siano per definizione «evanescenti», probabilmente per il semplicissimo motivo che è al di sopra di ogni sospetto.

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sarà bello lui

• lunedì, settembre 28th, 2009

eh_pero

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c’è chi agita le folle, chi i piedini

• domenica, settembre 20th, 2009

o_santa_madonna

Quest’uomo bisognoso di sostegno dice che siccome al suo «tua madre puttana» nessuno ha obiettato nel merito, dev’esser vero che il mestiere delle madri dei suoi interlocutori era quello lì.
Con tutto che io delle sue scuse francamente non saprei bene che uso fare, continuo a consigliargli di chiedere aiuto.
Può ancora farcela.

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urgerebbe un’élite di merda, purchessia

• domenica, settembre 20th, 2009

Sulle ultime uscite di Brunetta mi è molto piaciuto il pezzo di pubblicato oggi sulla Repubblica.

Cito: «Brunetta (come parecchi ex socialisti, ahimè) è il berlusconiano perfetto: pur di non dubitare di se stesso, attribuisce ogni problema alla malvagità del Nemico. Urgerebbe un analista se anche gli psicanalisti non fossero, come è ovvio, una élite di merda».

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ecco un tipo che ha bisogno di aiuto

• sabato, settembre 19th, 2009

povero_ragazzo

Qualcuno lo aiuti. Non è carino lasciarlo annaspare in questo mare di liquame.

E poi parlano di «violenza politica»…
Mi viene in mente la questione del professor Israel.
Ne parlavo qui.

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adunata sediziosa

• lunedì, settembre 14th, 2009

rivoltaMichele . Giancarlo de Cataldo. Gigi Proietti. Francesca .

Sottoscrivo ognuna delle loro parole di critica al ministro, riconosco che sono quattro nomi di grande rilievo, e sono certa che ci sono moltissimi registi e moltissimi scrittori che sono d’accordo con loro.

brunetta_e_fidanzata
Ma quattro persone continuano a sembrarmi troppo poche perché si possa titolare attestando l’esistenza di una «rivolta».

A parte l’uso esagerato delle parole – di per sé non grave ma se non altro indicativo – mi sembra che definire «rivolta» una cosa che coinvolge quattro persone sia un altro esempio del livello zero raggiunto dalla politica, dal discorso pubblico, e – purtroppo, ma inevitabilmente – dal giornalismo.

Alla rivolta serve coscienza critica, servono progetti alternativi di mondo.
Altro che le querele – sacrosante – di (che peraltro nei giorni scorsi sembrava avesse già querelato, e ora sembra invece non l’abbia ancora fatto).

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secrezioni verbali

• sabato, settembre 12th, 2009

fascisti
Al di là dei contenuti – che se vengono espressi in questi termini secondo me non possono essere presi in considerazione – impressionano la volgarità arrogante dei toni, la violenza senza argini, la presunzione da dittatori, la sicumera da torturatori pronti ad estorcere confessioni e abiure.

È come – e «come» significa metafora, significa che non sto usando le parole nel loro senso letterale – se si fossero svegliati da una notte di sonno scoprendo che se, in pubblico, urlavano, strillavano, vomitavano a fiotti, scoreggiavano, facevano cacca per strada, prendevano a pugni chiunque passasse, sputavano in faccia ai passanti, facevano la pipì addosso ai bambini nei passeggini, si mettevano le dita nel naso cavandone palline da far mangiare agli avversari, non sarebbe successo loro niente di male.
Anzi: avrebbero avuto il rispetto di quelli sporcati dai loro escrementi, dalla loro urina, dalla loro saliva.

Ho l’impressione che ci siano espressioni apparentemente verbali che in realtà, per la loro natura, sono più simili alle secrezioni corporali.
E che più a lungo sono state trattenute, più esplosivamente deflagrano, contaminando il mondo con i loro frammenti appiccicosi e maleodoranti.

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uno che si sente dalla parte della gente

• giovedì, maggio 28th, 2009

o_madonna_santa

Mi domandavo: ma lui – lui Brunetta, dico – si arrabbierebbe, se qualcuno (uno in vena di arrogante trivialità, ovvio) dicesse che nel governo ci sono troppi ministri squadristi e nani?

Update. Brunetta dice che si scusa con i bravi poliziotti con la pancia.
A nome del triviale arrogante mi scuso anch’io.
Con i bravi ministri squadristi e nani.

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una cosa vecchia che ha un suo perché

• venerdì, maggio 22nd, 2009

Questa roba l’avevo scritta il 21 agosto dell’anno scorso, ma all’indomani dell’assemblea generale della Confindustria e dell’oltraggiosa perseveranza dei ministri col vezzeggiativo e con l’accrescitivo – Brunetta e Sacconi – penso che sia, ahimè, ancora «sulla notizia».

Perciò la copio.

Dopo l’intervista a Brunetta uscita oggi su Repubblica, ho deciso che mi prendevo il tempo per scrivere quel che penso.
E in un soprassalto di megalomania ho deciso di scrivere una al ministro.
È qui sotto.
È lunga, e mi dispiace.
Ma, per citare un pezzetto della lettera, «per dire cose articolate c’è bisogno di tempo, e di pazienza.
Bisogna spiegare, argomentare. Non ci si può rifugiare dietro parole d’ordine come “fannulloni”, o “merito”, o “premio”».

egregio signor ministro

Egregio signor ministro,
Le scrivo senz’alcuna sicurezza che Lei mai mi leggerà, ma va bene così: lo faccio per me, perché non riesco a rassegnarmi alle parole d’ordine ideologiche.
Da tempo rifletto intorno alla Sua campagna che con approssimazione squadristica e populista tutti – e anche Lei – hanno il piacere di credere orientata contro i «fannulloni».

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siamo ostaggi delle scoregge

• giovedì, febbraio 5th, 2009

Il decreto per evitare che possa morire.
I medici e la denuncia degli stranieri «clandestini»,
Le ronde.
Le ordinanze contro i poveri.
Le impronte digitali ai rom.
I pestaggi.
Le squadracce.

Mi perdonerete se penso che Forza si stia cacando sotto perché ha capito perfettamente che è ostaggio del sostanziale neofascismo squadrista della Lega e del neonazismo della chiesa nera.

I forzisti han consegnato l’ al rutto e alla scoreggia.
Volevano il governo e l’hanno avuto.
Ma il patto che, ammantato dell’incredibile aggettivo di «moderato» accreditato dalla stampa, ha condotto a fare di Tosi il candidato sindaco di Verona grazie alla loro alleanza con gli integralisti cattolici, i neonazisti e i fascisti, beh, quel patto i forzisti lo stanno pagando ancora adesso.
Sono diventati minoritari, e Fini sembra addirittura uno di sinistra.

Loro hanno sdoganato la scoreggia e adesso stanno morendo soffocati dalla puzza senza riuscire a trovare il modo per rimontare la minorità in cui la Lega li ha cacciati o almeno una molletta per tapparsi il naso.
Insieme a loro, però, stiamo morendo anche tutti noi.

Se per dire dovesse venire a mancare per un qualunque motivo, in ci si sparerebbe per strada.
Credevo che non avrei mai potuto pensarla, una cosa simile; invece è così. Perché per avere il potere lui ha lasciato che interi pezzi di mondo avessero il diritto di essere razzisti, sessisti, fascisti, nazisti, violenti e settari.
E ora questi sanno di esserci, si sono contati, sanno che possono fare quel che credono, hanno rotto gli argini, non temono più di essere svergognati.

Il resto, poi, l’ha fatto Veltroni, estromettendo consapevolmente dal Parlamento tutto quel che c’era alla sua sinistra, e rifacendolo ora per l’Europarlamento; così ci troveremo l’intera Europa privata della sinistra.

Io speranze non ne vedo.

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