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habemus novum papam

• sabato, marzo 20th, 2010

Non riesco a crederci.
Preghiera.
Giuramento.
Missionari.
È un incubo.
Siamo circondati da idioti incoscienti.

Per fortuna che – a guardar qui – risulta che non siano poi così tanti.
Grazie ad albertoboh per la misurazione e a Sandro Gilioli per le foto.

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a bari non si bara

• sabato, marzo 20th, 2010

Chi indaga i suoi è un bastardo comunista.
Chi fa arrestare gli avversari è un magistrato equilibrato e fico.

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anche gambadilegno ha le ore contate

• giovedì, marzo 18th, 2010

Da qui, che poi sarebbe il Corriere.it.
Parla .

Il nostro prossimo obiettivo è sconfiggere entro i prossimi tre anni la mafia, la camorra e la ‘ndragheta.

Come no.
E anche Jeeg Robot d'Acciaio.

D’altra parte, come ricordavo recentemente in questo post, non fu proprio Saviano – qui, su Panorama – a dire che è uno dei più grandi ministri dell’Interno quanto a tenacia contro le mafie?

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regaliamogli una verga da rabdomante

• martedì, marzo 16th, 2010

«Non entro nelle vicende giudiziarie».
Caro. Che delicatezza.

Io, qui, mi sto ancora domandando dov’è entrato, allora.
(E francamente eviterei la risposta).

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quasi quasi scendo in piazza da sola

• venerdì, marzo 5th, 2010

Al sordido scopo di mimetizzare la focosissima ira che mi monta dentro nell’apprendere che questo orribile sta per promulgare un decreto legge per «sanare» («sanareeeeeee»!!!) la situazione in cui si son cacciati da soli, segnalo con la morte nel cuore il bannerino che mi propone Facebook.

Vuoi scoprire il segreto di Alessia?», mi domanda. «Guarda il suo video su Vanity People, il canale di Style.it dedicato alle celebrity».

No, non voglio scoprire nessun segreto, grazie.
Non voglio vedere nessun video.
No, una cosa che si chiama Vanity People, dirama da una cosa che si chiama Style.it ed è dedicata alle «celebrities» è l’esatto contrario di ciò che sono e di ciò in cui credo.
Anzi, sono in una condizione psicologica tale per cui mi viene perfino da dire che mi fa venire da vomitare.

Quasi quasi mi metto il piumino e scendo in piazza da sola.
Contro il decreto e contro il e contro le celebrities e i giornali che si chiamano Style.
Tanto, sono la stessa cosa.

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per questa gente tutto è privato

• mercoledì, marzo 3rd, 2010

Consiglio la lettura di questo articolo, dal quale si apprende che il intende impedire – di fatto, ovvio; formalmente tutto resta uguale! – ai lavoratori di rivolgersi al giudice del .

Nell’ottica generale della privatizzazione del mondo, il sarà sottratto alle pronunce in nome del popolo italiano (cioè al giudice del ), e riportato nel pozzo nero delle dinamiche dei rapporti di sopraffazione e di potere.
All’assunzione, i lavoratori potranno essere costretti a firmare l’accettazione del fatto che le controversie con il datore di saranno risolte da un arbitrato.
Certo: il disegno di legge dice che sarà la contrattazione nazionale a individuare gli ambiti di applicabilità dell’arbitrato, ma dice anche che se entro un anno non si sarà l’accordo, allora, be’, che sarà mai, decide il ministero.
Il quale ha senz’altro ogni interesse a trovare un’intesa, no?
Addio articolo 18.

Quello che che m’impressiona di più, però, è l’ipocrita volgarità del commento che c’è in fondo al pezzo.
Parla Giuliano Cazzola, relatore del provvedimento ed ex sindacalista Cgil passato da tempo al fondamentalismo padronale:

Bisogna smetterla di considerare i lavoratori come dei “minus habens”, incapaci di scegliere responsabilmente e consapevolmente un percorso giudiziale o uno stragiudiziale (l’arbitrato, ndr), per dirimere le loro controversie di ».

La differenza di potere tra un datore di e un lavoratore gli sfugge completamente, anima bella.
Se ne frega, lui.
Tanto, può permetterselo.

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polverini di democrazia

• lunedì, marzo 1st, 2010

Il tono generale e la temperatura media della reazione che a si sta manifestando contro l’ della lista della Polverini rende chiare molte cose.

Chiedere l’intervento del presidente della Repubblica per una questione che ha un suo alveo istituzionale in cui maturare e concludersi è segno di quanto inutile la pancia della consideri qualunque alveo istituzionale.

Argomentare che una questione burocratica non può impedire l’esplicazione di ciò che viene definito una piena rappresentanza dell’elettorato dimostra che la fissazione di un termine – in questo caso, di un termine orario – viene vissuto come un vincolo al quale ha senso che si attengano gli altri, mentre invece loro possono decidere in tutta libertà se rispettare o no quella scadenza, eventualmente invocando una violazione democratica.

Sostenere che «vogliono cancellare la » significa come minimo, e nella migliore delle ipotesi, avere l’idea che la sia una questione elettorale. Nella peggiore, che essa sia ciò che consente loro di invocare criteri sostanzialisti ogniqualvolta la forma minacci di azzerare le loro ragioni.

Appellarsi alla piazza – lo fa la Polverini – significa un sacco di cose: in primo luogo non aver compreso la differenza fra l’essere segretaria di un sindacato di lavoratori e l’essere candidata alla guida di un’istituzione; in secondo luogo (ma non secondo per importanza), significa sbattere i piedini per terra come un bambino. Solo che un bambino lo fa da solo, e loro vogliono farlo insieme al cosiddetto «popolo».

Denunciare per violenza privata i radicali che – viene detto – hanno impedito l’accesso al presentatore di lista significa manifestare la convinzione che il ricorso ai tribunali va bene solamente quando possa servire a dar ragione ai loro. Mai invece un tribunale vedrà da loro riconosciuta la sua autorità se darà loro torto. Il giudice come interdittore va benone, ma solo se deve bloccare gli altri.

Inorridisco al pensiero di quel che potrà succedere quando questa gente convocherà il suo «popolo» via Facebook a manifestare contro quel che non è gradito: il termine di presentazione di una lista, o qualunque altra cosa si presti ad essere esaminata in termini pretesamente «sostanzialisti» contro il «formalismo» di coloro che pensano che le regole abbiano a volte un senso.
Quando succederà, le ronde non serviranno più.

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intellettuali (in)organici

• domenica, febbraio 28th, 2010

Direi che non ho tanto da aggiungere.
Solo che non mi è chiaro perché di queste decine di intellettuali (considerato il milieu, una curiosissima definizione) non vengano fatti i nomi, alimentando il più fitto dei misteri.

Penso che siccome la villa dovrebbe fare da location (wow) per quella cosa che con sprezzo del pericolo viene pomposamente definita – mio dio – università del pensiero liberale (se non addirittura, qui sotto, università della libertà, e giuro che mi sento una specie di mancamento di sicura origine gastrointestinale), be’, allora ecco che l’ufficio marketing del bipede a forma di lattina caccia fuori dal cappello la cena con – mio dio – decine di intellettuali.
Non uno o due.
Decine.
Grappoli.
Drappelli.

Comunque.
Leggete pure.

A CENA CON INTELLETTUALI A VILLA GERNETTO
(ANSA) – LESMO (MONZA) – 28 FEB – Dopo l’inaugurazione pubblica con l’incontro del primo ministro croato Jadranka Kosor, avvenuto l’8 febbraio scorso, sembra che villa Gernetto, la residenza settecentesca acquistata anni fa e i cui lavori di restauro sono ora terminati, sia destinata a diventare sempre di più una location per gli incontri politici del presidente del consiglio Silvio .

Questa sera, infatti, il premier proprio (toh che coincidenza) a Villa Gernetto, destinata tra l’altro a diventare la sede dell’Università della Libertà (notare la servile maiuscola, come se fosse un’istituzione con la stessa ufficialità delle maiuscole dei nomi delle mie bambole di quand’ero piccola), ha riunito per una cena decine di intellettuali vicini al centrodestra.

Il 15 febbraio scorso invece aveva riunito per una cena ’fund raising’ diversi imprenditori come Massimo Ponzellini, presidente di Bpm.
Se questa sera saranno raccolti fondi non è dato sapere (che iatturona), di sicuro parlerà del progetto Università della Libertà (ri-maiuscole) che ha come obiettivo quello di riunire economisti, politologi, storici e filosofi per creare un ’pensatoiò per la formazione alla .

La cena a villa Gernetto arriva due giorni dopo quella organizzata da FareFuturo a villa Miani a Roma, servita per finanziare la fondazione del presidente della Camera Gianfranco Fini.

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down with facebook (cari i miei ipocriti)

• lunedì, febbraio 22nd, 2010

Non è per amor di minimizzazione, ma a me questa notizia del gruppo che su Facebook aveva proposto il tiro al bersaglio contro i bambini down sembra una vera .

reazioni piccatissime

Anzi: idiote mi sembrano le reazioni indignate di gente come la ministra che – come se avesse un potere autonomo di propulsione dell’iniziativa giudiziaria – commentava senza timore di apparire quantomeno improvvida che quegli stolti sarebbero stati senz’altro perseguiti.
Certo, mi vien da dire: fino a che lascerete che l’azione penale sia obbligatoria, sarà perseguito chiunque un magistrato inquirente ritenga aver commesso un reato.

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il bue dice cornuto all’asino

• martedì, febbraio 16th, 2010

Una piccola cosa.
Copio l’Ansa, e mi piace invitare chi passa di qua ad assaporare ogni singola parola, ogni tono, ogni sottinteso:

Il rischio da evitare, sarebbe stato però l’avvertimento del Cavaliere, è che vinca un certo qualunquismo per cui il messaggio che passa è che i politici siano tutti uguali e tutti truffatori. Un rischio, osservano nel Pdl, che potrebbe tradursi in una scarsa affluenza alle urne oppure in un exploit di partiti come l’Italia dei Valori oppure, al Nord, la Lega.

Se me l’avessero riferito e non l’avessi letto con i miei occhi non avrei mai potuto credere che in un unico periodo, per giunta attribuito a , avrei potuto trovare, tutti insieme in una volta sola:
- il patetico uso dei condizionali;
- l’avvertimento di contro il qualunquismo (mio dio: l’avvertimento di contro il qualunquismo! Lui!);
- la menzione alla possibilità che la gente consideri i partiti tutti uguali e tutti truffatori;
- la necessità di scongiurare l’astensione;
- e il timore del voto pretesamente massimalista.

Lui, , che impreca contro il qualunquismo.
Lui, , che cerca di dirsi persuaso che la sia una cosa nobile.
E soprattutto: lui, proprio lui, giusto lui, esattamente lui, che dopo averla portata al , nelle giunte regionali, dopo averla incoronata, adesso teme l’avanzata della Lega.
Cose da pazzi.

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l’uomo che il mondo ci invidia/8

• venerdì, febbraio 12th, 2010


Egli, Bertie, dice (anzi, per Repubblica.it, «spiega»): «La Protezione civile serve per superare quegli ostacoli di natura burocratica che fino ad oggi hanno impedito la realizzazione di infrastrutture importanti».

Non è un’idea meravigliosa?
Un mezzo per bypassare tutte le regole burocratiche!

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