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un indiano non può stare dalla parte dei cowboys

• martedì, novembre 10th, 2009

Non so quando troverò il tempo di descrivere per bene l’effetto che mi fa allontanarmi dal luogo dove vivo. A volte mi sembra che mi consenta di vedere le cose come in una prospettiva assonometrica (che è poi come mi capitava di sognare il mondo in un periodo speciale della mia vita), contemporaneamente percependo il dentro e il fuori delle cose, e il dentro e il fuori di me.

Uscire dal luogo dove vivo mi dà un punto di vista non solo fisicamente diverso. Per questo – e non dico niente di nuovo – l’esperienza del è cruciale.

Ma oggi io voglio usare il mio blog – che effettivamente è mio e dunque mi consente di dire quel che mi piace, anche se entro i limiti del penalmente e del moralmente lecito – per dire una cosa a un mio amico.

La cosa è questa, e per me è importante.
Non c’è alcun modo – ricordatelo, amico mio – per riuscire ad essere contemporaneamente da una parte e anche dall’altra.
È bello sognare che si possa stare dalla parte dei cowboys pur essendo indiani (o viceversa, che in fondo è più simpatico).
È bello pensare che «Do the right thing» di Spike Lee potesse finire anche in un altro modo.

È bello. Ma non è possibile.
Amico mio, ascolta qui.
Delle proprie omissioni si porta la responsabilità esattamente allo stesso modo in cui si porta la responsabilità delle proprie azioni.
Ognuno vive la sua realtà e ne porta il peso e la responsabilità.
Non si può contemporaneamente essere se stessi e essere un altro: è una questione non solo tecnico-fisica, ma anche e soprattutto .

Non si può chiedere indulgenza agli indiani per le cose che si fanno in quanto cowboys (visto che abbiamo invertito i termini).
Le cose da cowboy van fatte e basta.
Un indiano non può stare dalla tua parte.

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un saluto veloce (che potevo anche risparmiarmi, sì)

• domenica, giugno 29th, 2008

Quattro minuti e mezzo per entrare nella schermata che consente di scrivere un nuovo post.
Non credo che dal riuscirò a fare tanti post; e se anche ne farò, ho come il sospetto che le foto saranno pochine: non oso nemmeno immaginare il tempo che può servire per caricare un’immagine…

Comunque.
A tutti gli ansiosi che si dovessero essere domandati nel segreto del loro cuore “ma come sarà stato il della Sgaggio?” (la rima! La rima!), rispondo che il è andato alla grande: poco traffico, poche soste, arrivo in tempo per mettere i piedi nell’acqua del con la luce del sole calante (splendido, splendido), sentire il rumore delle onde, vedere il tramonto sul , mangiare una pizza così così, e provare la connessione con la Internet.

Mi rendo perfettamente conto che, come post, questo lascia molto a desiderare: ma al momento va così.

Saluti a tutti da Vieste.
Tutti e cinque i miei lettori, dico.
(Sì, è assolutamente falsa modestia)

p.s. Questo portatile non prende le virgolette a sergente con la mia solita combinazione di tasti, purtroppo. Studierò. Anzi: “studierò”. Così almeno è chiaro quali sono le uniche virgolette che riesco a far funzionare.

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