Fabrics

This is the piece I read earlier tonight at the Istituto italiano di Cultura in Dublin, at the public event for the «Found in translation» course, run by Lia Miss and Catherine Dunne. It is fiction based on the actual story. Solofra, Avellino, 1952. «Girls, what are you doing? Go back to...

il primo bacio

«E ti senti in colpa?», le chiese lui. «Sì, parecchio», rispose lei. «E allora perché non torni indietro?». «Perché non posso, perché è giusto così». Nina aveva questa maniera di chiudere le discussioni senza dare nessuna spiegazione, però quando era necessario dare delle...

esclusione

Stanotte ho sognato che una coppia di amici a cui voglio bene mi invitava alla cena di una qualche organizzazione. Poteva essere una cosa tipo i Lions, o il Rotary. Io andavo per fare un piacere a loro, e mi mettevano a sedere a un tavolo coi bambini, coi ragazzi. Il tavolo era...

parole-corpo

Per strade strambe, capita che proprio oggi mi sono messa a pensare alle parole e ai loro legami con la relazione, con i luoghi, con la pelle, con l’altrove, con l’eros. Mi rendo conto che le parole sono ritmo e respiri, e che l’ambizione massima che ho sempre avuto – la...

la grazia

In questo periodo che sto passando ad Annaghmakerrig ho cercato di badare molto a quello che sto facendo. Non avevo alternativa, d’altra parte: la fetta di tempo che ho a disposizione per questo progetto, in questa fase, è solo questa. Così sono rimasta chiusa nella casina, a...

compensare

Oggi avrei avuto dalle 13 alle 15.45 per studiare qui in biblioteca, e dio sa se sono piena di cose da fare. Ma sono stanca. Alle mie spalle c’è una vetrata che dà sul prato, e c’è il sole. Io ho lasciato la mia vecchia vita e sto dando tutto quello che ho in questa cosa del...

noi medici

E insomma. Ogni tanto, all’improvviso, mi viene in mente che cosa mi è successo. Facevo il medico, come. Una cosa simile. Nelle mie mani non ci sono mai state vite fisiche, ma vite civili, ecco, vite civili sì. E la gente fuori sapeva che io facevo il medico, una cosa simile. E se...

la vedo da dietro

Vedo una donna che cammina. Ogni tanto alza la testa. Ogni tanto si ricorda che deve alzare la testa, abbassare le spalle, rilassarle; che deve tirare gli addominali; che il piede va messo a terra tutto, e non solo la parte esterna. La vedo che cammina non troppo veloce. So che sta pensando...

per rinnovo immagine

C’era una volta un mondo in cui le cose avevano un nome. Poi, un giorno, arrivò un tornado che si portò via il senso dei nomi. Era notte, o forse era giorno, perché quando il nostro personaggio si svegliò come da un incubo, si rese conto che mentre lui aveva vissuto l’incubo molte persone avevano continuato a vivere lungo giorni e notti che si erano succeduti l’uno all’altro come sempre; che era lui a non essersi messo alla pari con il tempo. Forse aveva avuto troppo bisogno di se stesso e s’era perso il mondo esterno. Fatto sta che questo tale un giorno si alzò dal letto, si stiracchiò, si fece una doccia...

jessica

Almeno un paio di chakra, forse tre, devono essere rimasti chiusi nonostante i massaggi indo-balinesi, mi dico. Sto guidando in direzione del lavoro. Posteggio. Esco dall’auto. Arrivo al giornale. Passo il badge sul coso metallico che fa aprire le porte della redazione. Niente. Tutte le...