02.m – martina de giovanni
Immaginavo di non essere il suo tipo di donna preferito; ma leggere che avevo una vocina da Candy Candy mi ha dato fastidio lo stesso.
Alla fine, però, quest’operazione del libro mi è piaciuta. Emilio ne esce bene, tutto sommato. E ne esco discretamente anch’io. Sicuramente meglio, direi, di come esce da questo sito la tipa che ha provato a intervistare Strippani alla stazione: io l’ho solo letto qui e mi è bastata, ma quelli che l’hanno vista di persona mi hanno detto che è stata una scena da urlo!
Continuo a fare la cronaca giudiziaria anche adesso; mi piace, anche se è uno di quei settori in cui occorre stare molto attenti perché si finisce per poter fare molto male alle persone delle quali si scrive.
Mi ricordo che i primi tempi, quando andavo a letto la sera non riuscivo ad addormentarmi perché rileggevo mentalmente i pezzi che avevo scritto e mi pareva che le parole che avevo usato potessero ferire le mogli, i mariti, i figli o i genitori delle persone di cui avevo scritto le vicende processuali.
Adesso sono passati tanti anni, e del mio lavoro sono abbastanza soddisfatta. Vorrei solo avere un po’ di tempo libero in più, ma in fondo va bene anche così.
L’unica cosa che vorrei dire è che sono stanca di queste finte polemiche fra quelli che si definiscono garantisti e quelli che vengono invece definiti giustizialisti. Sono posizioni idiote che prescindono dalla realtà. Pure strumentalizzazioni.
Ah. Voglio salutare la ballerina che abita al piano di sopra della Lucini.
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