la «sgaggio 2.0»

Io sono sempre io e lui è sempre lui, eppure siamo cambiati tutti e due: il mio blog e io.
Il giornale dove lavoravo con un contratto a tempo INdeterminato l’ho lasciato; tutti i miei stipendi futuri li ho devoluti all’azienda (che dovrebbe essermene grata); la mia fonte di reddito e la mia speranza di pensione le ho abbandonate (sarebbe il caso che alcuni degli ex colleghi che giocavano a fare i sobri-solidali-ma-con-qualche-raffinato-distinguo tentassero di riflettere per tre o quattro minuti su questo specifico punto), e ho perfino tagliato i capelli: e visto che, per il momento, le persone che vivono insieme a me non ho alcuna intenzione di cestinarle, per completare la trasformazione non rimaneva che il blog.

Com’è accaduto per me, la metamorfosi del blog non ha riguardato il colore di fondo. Il vestito e la funzionalità, però, sono completamente nuovi: per esempio, se aprite il post «Elsa e la stampa», vedrete che a un certo punto si aprono quattro schedine, corrispondenti ai quattro punti che il post si occupa di illustrare.

La «testata» rimane la stessa, ovviamente.
E identica rimane anche la natura del blog: non è una testata giornalistica, ma – essendo io anche una giornalista professionista (a differenza di altri, che nei loro blog giocano a fare i giornalisti dispensando lezioni a destra e a manca, come se essere giornalisti fosse un hobby e non prefigurasse la necessità di una somma di competenze che si possono maturare in un unico modo: lavorando effettivamente come giornalisti, alle prese con tutti i risvolti del mestiere) – farò del mio meglio per rispettare la deontologia professionale, sebbene questo blog non si occupi solamente di giornalismo, ma anche di altre cose, come si vede nell’elenco orizzontale delle «categorie» immediatamente sotto la testata.
Nella ristrutturazione generale è possibile che qui venga introdotta qualche modifica, ma ancora non so: vedremo.
Immagino, però, che una categoria «Irlanda» avrebbe i suoi perché.

Everyday life riunisce i pezzi di commento e le opinioni (non necessariamente serie come un editoriale) sulle cose che succedono.

In Giornalismo si trovano post legati al modo in cui la stampa si occupa del mondo (presto una novità!).

Immaginazioni sono impressioni, invenzioni, suggestioni perlopiù descrittive o narrative.

Idee e iniziative è una categoria che si spiega da sé, direi.

In Libri si trovano cose che ho scritto su libri che ho letto, e cose che io o altri hanno scritto sui libri che ho scritto io.

Di Uncategorized, infine, dico qui sotto.

I commenti continuano a essere moderati da me.
Rifiuterò i commenti diffamatori, razzisti, o comunque contrari alla legge nei loro contenuti o nella loro forma (per esempio, quelli che non rispettano una certa continenza: il che non vuol dire necessariamente che io mi stia riferendo alle parolacce).

Un’ultima cosa, piuttosto importante: tutto quello che – degli oltre duemila post che ho scritto dal 2008 a oggi – non trovate rubricato nelle categorie indicate in alto sulla homepage è reperibile in «uncategorized», e alcuni post – per la loro analogia coi temi e i tag dei post che compaiono nelle varie sottopagine della home attuale – sono linkati nella colonna di sinistra, accanto a ciascun post.
A poco a poco, procederò con la ristrutturazione delle categorie, e tutto troverà una sua nuova architettura.

Siate indulgenti e portate un pochino di pazienza.
Per ora, sono contenta di essere arrivata fin qui, a una Sgaggio versione 2.0.
Il mio vestito nuovo mi piace.
Mi piace anche quello che c’è dentro.
Vale la pena arrivare a una certa età e prendere alcune decisioni, se l’effetto è che ci si piace un po’ di più.