le improntine digitali dei bambini rom: che vergogna

Prenderanno le impronte digitali ai bambini nei campi rom. Ma non è una schedatura etnica, ha il coraggio di dire Maroni. Al contrario, riesce a sostenere, è per offrire loro ulteriori (ulteriori?) garanzie sul rispetto dei loro diritti.
Ma se prendere le impronte digitali a un bambino solo perché è rom non è una schedatura etnica, cosa ca*** è?

E quei bambini, dice il ministro (è ministro! Quest’uomo è ministro!), li toglieremo ai genitori che li usano per mendicare. Per proteggerli, naturalmente. Va da sé.
Lui usa il suo potere per toglierli ai genitori, allo scopo di tutelarli. Se ne strafrega, lui, del fatto che i piccoli mendicanti possono sembrare inconcepibili a noi, ma perfettamente normali ai rom. Verrebbe da dire che ogni cultura ha la sua cultura, no?
No. Per Maroni no.
L’unica cultura che conta, per Maroni, è la sua.

Sembrerebbe che più in basso si fatichi a scendere.
E invece no.
Sul Corriere.it fanno un sondaggio.
Questo.
Il ministro Maroni propone di prendere le impronte ai bambini dei campi nomadi. Siete d’accordo?
Ho votato.
E mi si sono resi visibili i risultati.
I sì sono provvisoriamente al 68 per cento. I no al 32.
Nei numeri non c’è valore statistico, avverte il sito.
Sì, va bene.
Ma il mio cuore è pesante lo stesso.
E sono arrabbiata lo stesso.
I bambini, ca***.
I bambini!